Salvini-Berlusconi vicini ma non troppo: questione di… Grecia

02 luglio 2015, Americo Mascarucci
Salvini-Berlusconi vicini ma non troppo: questione di… Grecia
Pare che Silvio Berlusconi fra gli incubi più ricorrenti che disturberebbero i suoi sonni ne avrebbe uno in particolare, quello cioè di un Matteo Salvini in versione Umberto Bossi 1994. 

Ricordate? Il leader lumbard aveva siglato un accordo politico elettorale con Berlusconi e Forza Italia ma per tutta la campagna elettorale non aveva fatto che attaccare il suo principale alleato annunciando che mai e poi mai un piduista sarebbe entrato a Palazzo Chigi. Poi dopo la vittoria del marzo 1994 il Governo si fece, Berlusconi diventò primo ministro e Bossi per mesi non ha fatto che picconare l’Esecutivo, preconizzandone la breve durata e attaccando il Cavaliere dalla mattina alla sera. Fino a quando alla fine il Governo cadde davvero per mano leghista. In seguito invece tutto è cambiato. 

Bossi e Berlusconi sono diventati alleati di ferro al punto che nei successivi governi è stato proprio il Carroccio l’alleato più solido dell’ex premier garantendogli un appoggio quasi assoluto ed indiscutibile, diversamente dai vari Fini, Casini, Buttiglione pronti a marcare in ogni occasione utile  le differenze dal Cavaliere. Bossi non è più da tempo al timone della Lega oggi governata dal giovane Matteo Salvini con il quale Berlusconi si è incontrato nei giorni scorsi. 

Sembrava che i due avessero raggiunto un accordo di massima anche con la promessa di Forza Italia, promessa non confermata tuttavia ma rimasta nel campo delle ipotesi, di un possibile via libera alla candidatura di un leghista a sindaco di Milano (Berlusconi la poltrona di Pisapia l’ha proposta direttamente a Salvini il quale, non si sa quanto cortesemente, avrebbe declinato l’invito ribadendo però che lì ci dovrà andare comunque uno del Carroccio). 

Ebbene, stando alle ultime dichiarazioni di Salvini parrebbe proprio che l’accordo fra gli azzurri e la Lega sia tornato al punto di partenza. Il leader leghista ha infatti escluso, stando almeno ad alcune dichiarazioni diffuse dalle agenzie, accordi di governo con gli azzurri fino a quando Forza Italia continuerà a stare nel Partito Popolare Europeo, gruppo che in Europa si ostina a ratificare tutte le scelte della Troika. 

Quindi nessun concreto passo avanti sulla via di un’alleanza politico- programmatica, anzi Salvini avrebbe anche annunciato che in caso di elezioni anticipate si candiderà a Palazzo Chigi con o senza il via libera di Berlusconi. Una posizione dirompente che sembrerebbe rimettere in discussione i passi avanti dei giorni scorsi. Ma forse Salvini si sta soltanto rendendo conto che in questo momento la crisi greca è un boccone troppo ghiotto da lasciarsi sfuggire per dare addosso a quell’Europa considerata dalla Lega la causa e l’origine di tutti i mali. Una ghiotta occasione per incrementare consensi come avvenuto in Grecia con Tsipras e in Spagna con Podemos.  

Ma come conciliare l’antieuropeismo leghista con un’eventuale alleanza in Italia con chi sta nello stesso gruppo di Angela Merkel? E allora, visto che le elezioni sono ancora lontane perché legarsi al carro berlusconiano rischiando di regalare voti ad un movimento 5Stelle in ripresa? Anche perché non tutti all’interno della Lega sembrerebbero così entusiasti di ritrovarsi in alleanza con Berlusconi.  

Una prospettiva che ovviamente trova d’accordo l’anima istituzionale incarnata dai governatori del Nord Zaia e Maroni, ma che non piacerebbe affatto alla base del partito, ossia quegli elettori che hanno votato Salvini proprio per favorire la riscoperta di quella Lega di lotta che tanti successi aveva ottenuto agli inizi degli anni novanta. 

In molti infatti vige la convinzione che il Carroccio abbia perso la sua capacità di rapportarsi con il territorio nel momento stesso in cui è andata al Governo e si è di fatto appiattita troppo sulle posizioni di Berlusconi e degli alleati. L’alleanza con Forza Italia è necessaria se l’obiettivo finale è davvero quello di tornare al Governo. Tuttavia, per Salvini in questo momento la priorità resta l’incremento del consenso, un consenso che per ciò che riguarda il Carroccio non può non passare per una radicalizzazione delle posizioni più fortemente anti europeiste almeno fino a domenica quando si conoscerà l’orientamento dei greci sulla parmanenza nell’euro. Il Governo e dunque il matrimonio con Forza Italia, possono aspettare.

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