Berlusconi per la Grecia sposa Grillo e divorzia da Salvini

02 luglio 2015, Americo Mascarucci
Berlusconi per la Grecia sposa Grillo e divorzia da Salvini
Silvio Berlusconi vuole tornare a pieno titolo sulla scena internazionale dopo che le sue vicissitudini giudiziarie lo hanno portato ad un lungo periodo di oblio. Lo fa entrando a gamba tesa in quella che è l’emergenza del momento, ossia la crisi greca con i suoi effetti devastanti che potrebbero produrre conseguenze disastrose sulla tenuta del “sistema Europa”. 

Dopo aver bussato alle porte della Lega Nord cercando un accordo che possa permettere al centrodestra di tornare a vincere sposando le posizioni di Salvini sui temi dell’immigrazione, ora l’ex Cavaliere cerca di riequilibrarsi sul piano internazionale allineandosi al Partito Popolare europeo e mettendo in risalto la sua anima europeista. 

Lo fa tirando una botta al cerchio e una alla botte, vezzo tipico di chi vorrebbe dire ma non può andare oltre un certo limite. E l’obiettivo dell’ex premier vuole essere senza dubbio Angela Merkel la Cancelliera tedesca con cui Berlusconi non ha mai avuto buoni rapporti e che considera il killer numero uno del suo Governo attraverso quello spread usato come una clava per favorire l’ascesa di Mario Monti a Palazzo Chigi e la sua definitiva uscita di scena.

 Usa le pagine de IL Giornale di Alessandro Sallusti per togliersi i “sassolini dalla scarpa”. “Non c’è dubbio, il governo greco ha enormi responsabilità in questa situazione - denuncia Berlusconi -  Tsipras rappresenta la sinistra peggiore, un mix di ideologia e di demagogia anticapitalista dagli effetti disastrosi. Ma come siamo giunti a questo? Perché i greci hanno eletto Tsipras? E perché tanti spagnoli votano Podemos, tanti italiani Grillo, tanti francesi Marine Le Pen? Perché questa Europa sta facendo fallire il sogno europeo. Essere davvero europeisti significa prenderne atto, e dirlo con chiarezza. Stiamo perdendo una grande occasione, dissolvendo il grande sogno di Schuman, di De Gasperi, di Adenauer. Il sogno nel quale è cresciuta la mia generazione. L'Europa di fronte alla crisi si è rivelata clamorosamente inadeguata. Invece di offrire una speranza per la ripresa, per lo sviluppo, si è limitata a riproporre regole stupidamente rigide, che hanno peggiorato le difficoltà delle economie più fragili. Alla Grecia l'Europa ha chiesto, giustamente, di effettuare riforme strutturali, necessarie per quanto dolorose, ma al tempo stesso le ha negato l'ossigeno per farle. Il governo Samaras, un governo responsabile, filo-europeo, guidato da Nuova Democrazia, un partito che appartiene come Forza Italia al PPE, è stato travolto proprio da questo paradosso che ne ha rallentato l'azione riformatrice. E così si è aperta la strada a Tsipras. 

La formula adottata dalle istituzioni europee e internazionali di un “rigore senza sviluppo” – prosegue l’ex Cavaliere - non soltanto non è accettata dai cittadini di molti Paesi europei, ma è avvertita - a torto o a ragione - come una scelta egoistica da parte dei Paesi più forti dell'Unione Europea. Tagli alla spesa pubblica e crescita della tassazione, insieme, determinano inevitabilmente effetti recessivi, ed è quasi impossibile risanare i conti di un Paese che non cresce. Se a questo si aggiungono l'assenza di qualsiasi garanzia sui debiti sovrani degli Stati, gli stessi effetti del Fiscal Compact, e la politica della BCE, recentemente corretta grazie a Mario Draghi ma che per lungo tempo ha negato liquidità alle economie in sofferenza, si comprende perché l'Europa sia stata vista, non a torto, da molti Paesi come un macigno sulle spalle e non come un'opportunità di sviluppo e di crescita”. 

Berlusconi conclude poi con un auspicio: “Oggi il futuro dell'Europa è nelle mani degli elettori greci che domenica si esprimeranno con un referendum. Ma comunque vada, da lunedì sarà nelle mani della lungimiranza delle leadership europee, e della loro capacità di cambiare rotta, regole e metodi immaginando un futuro per il nostro continente, così come fecero i Padri fondatori dell'Europa. Occorre mettere in campo politiche industriali illuminate, agire con leve fiscali a favore delle piccole e medie imprese, guardare con urgenza ai bisogni dell'economia reale come unico antidoto possibile per debellare la nefasta trasformazione in finanza dell'economia stessa”. 

Insomma teniamoci la Grecia ma rottamiamo l’Europa della Merkel, questo il senso del ragionamento di Berlusconi il quale, non a caso, cita i padri fondatori dell’Europa a voler dimostrare come lui e non la Cancelliera tedesca è sulla scia dell’Europa politica sognata dai vari De Gasperi, Schuman, e Adenauer. 

Tuttavia Berlusconi è stato ben attento a citare in Italia Salvini fra i movimenti populisti che soffiano sul fuoco della protesta e cavalcano l’anti europeismo come punto di forza della propria azione politica. Non è un caso che Salvini in questo momento tifi molto di più per Tsipras che per la permanenza della Grecia in zona euro. Citare Grillo lasciando fuori il Carroccio come ha fatto Berlusconi, francamente puzza tanto di opportunismo politico elettorale.
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