Family day bis, Cecchi Paone: "Piazza fascista, non facciamo l'errore del '38..."

02 luglio 2015, Adriano Scianca
Family day bis, Cecchi Paone: 'Piazza fascista, non facciamo l'errore del '38...'
“Il Family Day? Una piazza fascista. Se si svolgerà una seconda volta e la legge Cirinnà non passerà la nostra società civile farà la figura di chi nel '38 non si oppose alle leggi razziali». Non usa mezzi termini Alessandro Cecchi Paone, che annuncia a IntelligoNews di stare per raggiungere Scalfarotto nella protesta in favore della legge Cirinnà. E spiega: “Nel centrodestra abbiamo al nostro fianco Berlusconi, la Pascale e la Carfagna”. 

La preoccupa l'idea che possa svolgersi un secondo Family Day? 

«Ci sono due possibilità. Se passa la legge Cirinnà – per la quale sto per entrare in sciopero della fame al fianco di Scalfarotto – allora questa manifestazione sarà ininfluente. Significherà che il Family Day rappresenta solo Ncd e qualche altro piccolo partito, quindi non più del 3% degli italiani. Nel frattempo noi avremo tolto la vergogna e l'umiliazione che l'Italia si porta addosso nei confronti dei paesi civili». 

E la seconda possibilità? 

«È che nel frattempo la legge Cirinnà non passi, e allora quella piazza diventa un fatto grave, perché evidentemente esprime anche l'opinione delle nostre classe dirigenti e della nostra società civile, che farà la figura di chi nel '38 non si oppose alle leggi razziali». 

Non è un paragone un po' forte? 

«La democrazia implica che la libertà sia per tutti, al di fuori di qualsiasi discriminazione. Se vince il Family Day vince un'idea fascista dell'Italia». 

Comunque la si pensi, a San Giovanni è sembrato ci fosse un fenomeno di popolo. Davvero possiamo ricondurre tutto al solito rigurgito fascista? 

«Ma quell'ideologia è fascista. Pensare che esista una gerarchia fra gli esseri umani non è neanche più clerico-fascismo, dato che Papa Francesco è dalla parte nostra, ma fascismo e basta. Detto questo, per me i fascisti hanno diritto di scendere in piazza a dire che gli uomini non sono tutti uguali. Ma chiamiamo le cose col loro nome». 

Lei prima ha accennato al fatto che il Family Day, in quella che per lei è l'ipotesi migliore, rappresenti un'esigua minoranza, diciamo attorno al 3%. Ma non è al stessa cosa che loro dicono di voi? Si dice che essendo i gay una minoranza, fare leggi per loro non sia una priorità... 

«Le rispondo citando Benedetto Croce, secondo il quale l'unica religione che ci accomuna tutti è la religione della libertà. E la libertà o è riconosciuta a tutti o non è libertà. Quindi anche se ci fosse un solo gay a cui non è riconosciuto un diritto, questa legge servirebbe». 

Nel suo partito questa linea quanto è condivisa? 

«Non mi preoccupo di questo, appartengo alla famiglia politica che si è opposta alle leggi razziali nel 1938 da posizioni liberali. Detto questo, mi sembra che oggi dalla nostra parte abbiamo Berlusconi, abbiamo la Pascale, abbiamo la Carfagna...». 

Immagino che il centrodestra che ha in mente non preveda Salvini, allora... 

«Guardi, il mio centrodestra è liberale in economia, libertario nei diritti e degasperiano sull'Ue. È ovvio che in giro ci sono invece movimenti che hanno opinioni preoccupanti... Ma credo che questo argomento sia una prova soprattutto per Renzi. Lì vedremo se lui fa veramente sul serio».
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