Facebook vs privacy: geolocalizzazione per consigliare gli amici? Bufera sul web

02 luglio 2016 ore 13:43, Andrea Barcariol
Altra grana per Facebook, questa volta legata al delicato tema della privacy. Tutto è nato da un articolo pubblicato da Fusion e incentrato sull'utilizzo della geolocalizzazione da parte del social network per consigliare gli amici da aggiungere "Persone che potresti conoscere". Praticamente il portale sfrutterebbe l'applicazione mobile per capire quali luoghi visitate e aggiusterebbe di conseguenza le sezioni dedicate al suggerimento dei potenziali amici. Un'ipotesi che, però, andrebbe contro alla riservatezza e al concetto di privacy, perché non indicata nei termini di servizio sottoscritti da ogni utente.
Un portavoce del colosso creato da Zuckerberg prima ha ammesso l'esistenza del sistema, "la posizione è solo uno dei fattori che utilizziamo per suggerire alle persone altri contatti che potrebbero conoscere". Poi è tornato sui suoi passi ed ha negato tutto  spiegando di aver "approfondito la questione e capito che le informazioni sulla localizzazione non sono utilizzate a quello scopo". Insomma una netta retromarcia motivata con il classico"test". La versione finale è dunque la seguente: Facebook ha ammesso di aver sperimentato l'uso dei dati sulla posizione per suggerirci nuove amicizie ma di averlo fatto su scala cittadina e solo con piccoli gruppi di utenti lo scorso anno. E in seguito di aver sospeso quegli esperimenti.

Facebook vs privacy: geolocalizzazione per consigliare gli amici? Bufera sul web
Inevitabili le proteste social, con diverse ipotesi. Su tutte, la più inquietante: che la geolocalizzazione sia effettivamente utilizzata per produrre questi incroci che nessun elemento - non amici in comune, non pagine seguite o informazioni di lavoro o personali - avrebbe suggerito. Un dubbio che da tempo assaliva i frequentatori assidui di Facebook (26 milioni quelli attivi in Italia, 21 milioni lo usano ogni giorno).
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