EasyJet: "Nessun addio a Londra". Brexit, i rischi per le compagnie low cost

02 luglio 2016 ore 13:44, Andrea Barcariol
Futuro incerto per easyJet dopo la Brexit. Secondo alcuni media britannici la compagnia di volo che finora ha avuto la propria sede legale a Luton, nei pressi di Londra, avrebbe infatti avanzato richiesta agli enti regolatori dei principali Paesi europei di poter ottenere una licenza di trasporto aereo in una diversa nazione dell'Unione Europea. Questo per mantenere i diritti di volo garantiti unicamente alle compagnie comunitarie. Lo Stato in questione dovrebbe rilasciare un certificato di operatore aereo a easyJet, per consentire il trasferimento della sede della compagnia low cost. La società però ha immediatamente smentito le voci di un trasloco e attraverso una nota, ha spiegato di aver "avviato un dialogo con il governo del Regno Unito e l'UE per garantire un mercato unico dell`aviazione liberalizzato e deregolamentato nel Regno Unito e in Europa, il che significherebbe che easyJet e tutte le compagnie aeree europee continuerebbero ad operare come fanno attualmente". "Fino a quando le conseguenze dei negoziati tra il Regno Unito e l'Unione europea non saranno più chiare - si legge nella nota - easyJet non ritiene di dover adottare cambiamenti strutturali o operativi. Non abbiamo in programma di spostarci da Luton, la nostra casa da 20 anni".

EasyJet: 'Nessun addio a Londra'. Brexit, i rischi per le compagnie low cost
Poi l'ulteriore precisazione: "Precedentemente al referendum come parte di un piano di intervento - aggiunge -, easyJet ha avviato un dialogo informale con alcuni enti regolatori europei dell'aviazione per l'emissione di un COA (certificato di operatore aereo) in uno stato membro dell'Unione per consentire a easyJet di continuare a volare in tutta Europa come fa attualmente, obiettivo supportato anche da Airlines For Europe, la più importante associazione europea delle compagnie aeree. - conclude la compagnia -. Fino a quando le conseguenze dei negoziati tra il Regno Unito e l'Unione europea non saranno più chiare, easyJet non ritiene di dover adottare cambiamenti strutturali o operativi Non abbiamo in programma di spostarci da Luton - la nostra casa da 20 anni".
Dubbi anche per quanto riguarda la Ryanair: Kenny Jacobs che guida il marketing della compagnia low cost per ora prende tempo: «A ottobre capiremo di più. Se ancora non avremo un governo britannico e la sterlina sarà debole, il Regno Unito potrebbe essere in recessione, e le persone viaggeranno meno».
Secondo le previsioni dell’International air transport association (Iata), la principale associazione di categoria del settore, il numero dei passeggeri aerei britannici potrebbe calare del 3-5% entro il 2020. Le imprese britanniche freneranno sui viaggi d’affari e le famiglie britanniche rimanderanno le vacanze in previsione dell’imminente tempesta economica. Il deprezzamento della sterlina, che renderà i viaggi all’estero molto più dispendiosi, aggraverà i danni.





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