Ingroia in Azione (Civile) meno che per andare ad Aosta

02 maggio 2013 ore 15:10, Domenico Naso
Ingroia in Azione (Civile) meno che per andare ad Aosta
Visto che la Rivoluzione Civile non è andata granché bene, Antonio Ingroia si ridimensiona, a cominciare dal nome. E se le parole sono importanti, è indicativo il passaggio da Rivoluzione Civile (sciolta ufficialmente solo oggi dai leader che l’avevano fondata, ma morta in culla nelle urne di due mesi fa) ad Azione Civile. Indietro tutta, non è tempo per rivoluzioni.
Il magistrato, dunque, riparte da un progetto per adesso abbastanza fumoso, presentato in conferenza stampa giusto oggi: «Vogliamo costruire una casa comune dei cittadini per cambiare il paese. Il 22 giugno si svolgerà un’assemblea nazionale degli aderenti ma aperta a tutti quelli che vogliono discutere del documento “Per una rivoluzione democratica”». E gli altri padri fondatori di Rivoluzione Civile? Di Pietro è desaparecido, De Magistris deve pensare ai tanti grattacapi napoletani, idem Orlando a Palermo, mentre Ferrero e Diliberto continuano a cercare sponde (che non trovano) a sinistra, allo scopo di rientrare nel giro che conta. Resta giusto Ingroia, insomma. E il suo indefesso impegno politico sembra il pretesto per non andare ad Aosta, l’unica sede possibile per un suo rientro in magistratura. È come lo studentello universitario svogliato che, ai tempi della naja obbligatoria, si limitava a sostenere gli esami sufficienti a rimandare la cartolina militare. Ma come per lo studente svogliato, alla fine obbligato al saluto militare, anche per Ingroia arriverà il redde rationem: dentro o fuori, magistratura o politica. Che sono la stessa cosa solo in Italia, purtroppo.
autore / Domenico Naso
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