Tessera sanitaria migranti, dopo l'aumento di Tbc e scabbia le epidemie fanno paura?

02 maggio 2016 ore 13:26, Lucia Bigozzi
Una tessera sanitaria per migranti. Intelligonews si è già occupato del progetto internazionale Care, guidato dal nostro Paese, attraverso l'Istituto nazionale per la salute, migrazione e povertà (Inmp), che coinvolge 15 partner di 5 Stati europei. Si tratta di Italia, Grecia, Malta, Slovenia e Croazia. Le informazioni base sono che il programma, finanziato dalla Commissione europea per un milione e 800 mila euro, è stato avviato da poco tempo e prevede che nel mese di agosto i migranti che arriveranno in Italia possano ricevere la card (o in alternativa, per coloro che sono più smart su internet, una 'pennetta' Usb, per la raccolta dei dati sanitari) nei punti di arrivo nazionali, in particolare Lampedusa e Trapani, ma anche in Grecia a Lesbo e Leros e in Croazia.

Tessera sanitaria migranti, dopo l'aumento di Tbc e scabbia le epidemie fanno paura?
Ma cosa c’è dietro l’attivazione della tessera sanitaria per i migranti? Anzitutto è una iniziativa che segnala, forse per la prima volta per quanto riguarda il nostro Paese,
della necessità di attivare servizi di prevenzione e monitoraggio non solo sui migranti che sbarcano, transitano o si fermano in Italia, ma anche per gli italiani. Quindi un doppio obiettivo, ma che comunque rappresenta la conferma dell’aumento dell’incidenza di malattie “vecchie” sparite negli anni dal nostro Paese e tornate oggi perché ancora presenti in alcune aree di origine dei migranti. Non è il caso di generalizzare, ovviamente, ma è ormai un dato oggettivo – all’inizio apparso sottovalutato come denotato statistiche e studi scientifici – che l’arrivo di migranti da Paesi a basso livello di qualità sanitaria e di servizi calibrati su controlli e prevenzione, portano inevitabilmente con loro. La “mappa” della salute dei migranti è, dunque, uno strumento fondamentale per garantire standard di sicurezza a chi sbarca in Italia ma anche a chi in Italia ci vive da sempre. E l’incremento di malattie quali scabbia e Tbc anche tra la popolazione italiana è un dato che deve far riflettere. I dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, secondo quanto segnalato da Piana, capogruppo della Lega Nord in Liguria,  nel 2014 in  Italia sono stati riscontrati 3600 casi di Tbc e 290 decessi, con un tasso di incidenza di 6 casi ogni 100mila abitanti  e con un a prevalenza (60 per cento) di persone di origine straniera. 

Non a caso come riportato da Intelligonews, i recenti dati diffusi in occasione della Giornata Mondiale contro la tubercolosi che si svolgerà il 24 marzo, resi disponibili dalle autorità sanitarie italiane fotografano una situazione decisamente fluida in relazione alla diffusione della tubercolosi. L’incidenza di quella che era considerata, fino a una decina di anni fa, come una malattia destinata a scomparire, è infatti aumentata in coincidenza con l’incremento dei flussi migratori. Il dato sulla diffusione della tubercolosi non lascia spazi a margini di dubbio: oltre un malato su due, infatti, non è nato in Italia e nella quasi totalità di casi si tratta di uomini anche in età adulta.  Sono soprattutto gli uomini i più a rischio di sviluppare la tubercolosi, e in particolare gli italiani di età adulta e i giovani stranieri.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]