Napoli, San Gennaro fa il miracolo: Alfano verso il ritiro dell'odiato decreto

02 maggio 2016 ore 10:50, Americo Mascarucci
E’ finita a Napoli la cosiddetta “guerra di San Gennaro” fra l’arcidiocesi e la Deputazione sulla gestione della cappella e del celebre tesoro. 
Stavolta però il miracolo più che San Gennaro sembra averlo compiuto "Sant'Angelino da Agrigento" o meglio il Ministro dell’Interno Angelino Alfano. 
La gestione del tesoro e della cappella resteranno dunque di competenza della Deputazione di San Gennaro che in pratica rappresenta la città e non andranno alla Curia.
Un decreto firmato a gennaio dal ministro dell'Interno prevedeva infatti di considerare la cappella di San Gennaro e il suo tesoro alla stregua delle Fabbricerie, beni gestiti dalla Chiesa, operazione questa che, di fatto, estrometteva la Deputazione, organismo per tradizione laico.
Decreto che sarà ritirato e corretto in seguito alle proteste e al braccio di ferro che si è venuto a creare fra Chiesa e popolo. 
Ad annunciarlo lo stesso Alfano che accompagnato dall'ormai ex capo della Polizia Alessandro Pansa ha incontrato i rappresentanti della deputazione e il cardinale Crescenzio Sepe.
La deputazione che nasce dagli antichi Sedili, rappresenta infatti tutta la popolazione. È la comunità cittadina la vera padrona di casa della Cappella dove custodita la teca contenente le ampolle del sangue miracoloso. Allo stesso modo è del tutto legittimo che la Chiesa sottolinei la necessità di salvaguardare la dimensione religiosa del culto di San Gennaro. 

Napoli, San Gennaro fa il miracolo: Alfano verso il ritiro dell'odiato decreto
Il ministro spiega: "L'equivoco è nato perché avevamo considerato la deputazione alla stregua delle fabbricerie introducendo nell'organismo, i rappresentanti della curia. Ora invece, alla luce della particolare, probabilmente unica, situazione della deputazione di san Gennaro - che non è un istituto giuridico - si procederà in modo diverso. Abbiamo deciso di non adottare alcuna forma giuridica alla deputazione - ha aggiunto Alfano - resta da un lato l'autonomia della gestione del culto del santo da aorte desolante curia e, dall'altro, l'autonomia del lavoro gestione della cappella in piena laicità. Stiamo studiando un atto nuovo - conclude il ministro  dell’Interno - e terremo conto della bozza del nuovo statuto proposta dalla deputazione. Per la composizione della vicenda, ciascuno ha fatto un passo indietro, o se volete, un passo avanti, rispetto alle posizioni iniziali. La bussola è stata il bene superiore, che è la devozione al Santo’".




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