Lavoro: Cgia denuncia disoccupazione giovanile. E l’Anpal “non è un motore”

02 maggio 2016 ore 10:47, Luca Lippi
Vogliamo fare un veloce sunto sulla questione che in queste ore, giorni e mesi sta tenendo alta l’attenzione degli italiani, parliamo di lavoro, occupazione e pensioni. In Italia c’è un emergenza occupazionale cronica. Siamo tra i peggiori paesi europei nei dati sulla disoccupazione, soprattutto giovanile. 
A peggiorare le cose c’è il boom dei voucher, che evidenzia ancora di più che nel Belpaese c’è scarsa fiducia, possibilità e (in alcuni) voglia negli imprenditori di assumere personale, nonostante tutti i decreti del Jobs Act.
l’Italia è al quarto posto in Europa come costo del lavoro ma precipita al 22° posto come stipendi netti. Ciò significa che abbiamo un costo del lavoro tra i più elevati ma che si traduce in stipendi in tasca dei lavoratori tra i bassi d'Europa.
Quando nel 2015 il Governo Renzi ha introdotto l’esonero contributivo triennale del 100% sui contributi da versare dall’Inps per tre anni ci sono state 1,5 milioni di assunzioni a tempo indeterminato (moltissime ricontrattazioni di contratti in essere), e dunque il problema che emerge è il cuneo fiscale (il differenziale tra costo del lavoro e stipendio effettivamente percepito da un lavoratore)?
Poi è arrivato il 2016 e la riduzione dell’esonero contributivo (mancanza di risorse) e si sono drasticamente fermate le assunzioni. E allora il problema reale oltre il cuneo fiscale, e che in Italia non c’è una politica che lanci lo sviluppo delle attività produttive del paese.

Lavoro: Cgia denuncia disoccupazione giovanile. E l’Anpal “non è un motore”

Se un imprenditore non sa quanto produrre perché il mercato non assorbe il prodotto, perché dovrebbe assumere? Si è preso l’esonero per abbassare il costo del lavoro “già in forza” e poi si vedrà. Intanto si abbassa la base imponibile e quindi redditi e tasse per il Tesoro. Le conseguenze sono note.
L’emergenza occupazionale si accompagna all’emergenza pensionistica e quindi non si può pretendere un abbassamento eccessivo delle aliquote contributive dell’Inps come strumento per ridurre il costo del lavoro, essendo il sistema pensionistico italiano già in difficoltà.
Andare in pensione anticipata è impossibile, in pensione ci si va solo da vecchi e a queste condizioni non si può pretendere un rilancio della produttività in Italia a lavoratori già a lavoro da oltre 30 anni e demotivati dall’allontanamento della traguardo pensione.
Per la Cgia siamo tra gli ultimi in Ue per occupati La soluzione? Nasce l'Anpal, agenzia che dovrebbe favorire gli impieghi ma non ha risorse né personale, qualcosa però sta cambiando proprio nelle politiche attive in Italia: prima di tutto è in fase di lancio l’Anpal, la nuova Agenzia nazionale per le politiche attive, poi c’è una nuova fase nell’intermediazione tra domanda ed offerta di lavoro. 
C’è un piccolo problema però, l'Anpal, che ha il ruolo fondamentale di erogare gli assegni di ricollocazione previsti dal Jobs Act (una dote per facilitare il reinserimento sul mercato dei disoccupati), è nata monca perché sul territorio tutto il potere è delle Regioni con i loro centri per l'impiego come vuole il Titolo V della Costituzione.
Dice Rosario De Luca (presidente della Fondazione Studi dei consulenti del lavoro): “Parlare di politiche attive dopo anni in cui si è pensato solo alla gestione degli ammortizzatori sociali è positivo anche se si poteva fare meglio. È mancata però la riforma della Costituzione, in materia di tirocini, apprendistati e collocamento abbiamo una giungla di norme regionali”.
In sostanza, al momento è un altro carrozzone senza alcuna funzione perché mancano le norme per consentirgli una piena funzionalità, come ha osservato la Cgia di Mestre “l'Italia continua a registrare dei ritardi occupazionali molto preoccupanti: tra i 28 Paesi dell'Ue solo Croazia (55,8%) e Grecia (50,8%) presentano un tasso di occupazione più basso del nostro (56,3%)”. Che senso ha parlare di successi di un Jobs Act che ha fallito e di una innovazione necessaria come l’Anpal che oltre avere il privilegio di esistere ha le mani legate? Tempi duri per i giovani disoccupati. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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