Ttip, l'economista Rinaldi: "Salute a rischio, prodotti pericolosi e fine del Welfare"

02 maggio 2016 ore 12:48, Marco Guerra
“Diesel-gate e la vicenda della Deutsche Bank servono a prendere per il collo la Germania e far accettare il trattato di libero scambio a tutta l’Europa”. L’economista Antonio Maria Rinaldi, docente di finanza aziendale della alla "Gabriele d’Annunzio" di Pescara, mette a fuoco per IntelligoNews tutti i rischi legati alla approvazione del Ttip, l’accordo di libero scambio in trattativa tra Europa e Stati Uniti. 

Greenpeace ha pubblicato la trascrizione di alcuni rapporti sulle trattative in corso tra Stati Uniti e Europa in merito al Ttpi. I contenuti di questi documenti dimostrerebbero pressioni da parte di Washington e l’esistenza di potenziali rischi per la salute, per l’ambiente e per la libertà del consumatore europeo. C’è veramente da temere tutto questo? 

«Sì, e purtroppo c’è anche da dire che preoccupa lo stesso metodo utilizzato fin dall’inizio per portare avanti queste trattative. È tutto avvenuto a porte chiuse, gli atti non sono stati resi pubblici. Questo è in pieno contrasto con i più elementari principi posti a fondamento delle nostre democrazie, tutte le forze sociali e politiche dovrebbero intervenire in qualsiasi tipo di accordo. Questa segretezza fa capire che qualcosa non funziona e questo non deve essere di dominio pubblico. Per quanto riguarda le pressioni degli Stati Uniti c’è da osservare che Washington sta oltremodo osannando la figura di Angela Merkel in momento in cui la Germania assume il ruolo di leader incontrastato dell’Ue, quindi gli Usa preferiscono avere un solo interlocutore invece di tanti. Ma quello che preoccupa di più è che gli Usa hanno messo sotto scacco Berlino con le note vicende del ‘diesel gate’ e della vicenda Deutsche bank quindi sembra abbiano poteri di ricatto verso la Germania stessa e questo non fa presagire nulla di buono. Tuttavia il vice-cancelliere Sigmar Gabriel ha detto che se non si cambiano alcune cose il Ttip è destinato a fallire; il che vuol dire che o ha accesso agli atti segreti oppure si sta rendendo conto che anche per la Germania questo accordo è negativo»

Ttip, l'economista Rinaldi: 'Salute a rischio, prodotti pericolosi e fine del Welfare'
Accordo negativo in primis per tutti i consumatori europei, si parla dell’arrivo sui nostri mercati di bistecche agli ormoni e Chianti californiano…

«Con questo accordo di libero scambio abbiamo da perdere noi in Europa, e in particolare in Italia, perché abbiamo le eccellenze e i livelli di controllo più elevanti al mondo, basta ricordare che i Carabinieri del Nas sono considerati il corpo più preparato per combattere la sofisticazione alimentare. Con il Ttip ci esporremo, invece, a prodotti alimentari senza la possibilità di verificare se sono stati trattati con sostanze che possono nuocere alla salute. Non solo, con la liberalizzazione ci esporremmo anche ad abbassare i livelli di tutela sociale: mi riferisco a settore pensionistico e sanitario, in modo tale che le già collaudate società americane possano avere nuove platee a cui vendere i loro prodotti finanziari. Con l’abbassamento dei servizi di welfare e chi desidera un minino di copertura, deve rivolgersi al privato. Negli Usa hanno una vasta gamma di prodotti assicurativi proprio perché non esiste il welfare. Peccato, che nelle Costituzioni europee sono messe nero su bianco sia le tutele pensionistiche che quelle sanitarie».

 L’esportazione del modello democratico Usa ha già fatto danni in Medio Oriente, non rischia di farne altrettanti in Europa anche se apparentemente meno drammatici?

«Io girerei il discorso, ultimamente gli Usa hanno perseguito politiche estere in Medio Oriente e nel Mediterraneo totalmente fallimentari. Non si è creato un ulteriore equilibrio, sebbene abbiamo la Russia che sta tornando su questi territori con discreto successo. Purtroppo l’Italia, almeno nel Mediterraneo dove poteva avere un enorme ruolo, non ha saputo prendere al volo queste opportunità e ne pagheremo le conseguenze nei prossimi anni»

Ad ogni modo pare che le pressioni degli Usa siano fortissime affinché si approvi questo accordo, pare che abbiano minacciato persino di chiudere l’importazione di auto europee…

«Certo, stanno prendendo i tedeschi per il collo. Faranno pressioni enormi sulla Germania perché se ottengono il sì tedesco ottengono il sì dell’Europa, perché Berlino a sua volta sta tenendo sotto scacco gli altri Paesi europei. È un gioco a scacchi. Però sia gli Usa che l’Ue stanno facendo un grosso errore: stanno sottovalutando il fatto che esistono anche i cittadini e quindi potrebbe verificarsi un effetto boomerang contro di loro»




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