Brexit e immigrazione: il binomio che mete sotto pressione Cameron

02 maggio 2016 ore 13:10, intelligo
di Michele Buontempo

I fautori del Brexit hanno ora nuovo materiale per il loro argomento principale: l'immigrazione.  
Il 25 Aprile il  presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha richiamato ancora una volta il tema dell'accoglienza agli immigrati a margine di un vertice con i leader di Germania, Italia, Francia e Regno Unito. Guardando con più attenzione nel Regno Unito però le sfaccettature sono diverse e più articolate.  Theresa May, ministro dell'Interno e fedelissima del premier David Cameron crede che la Gran Bretagna deve restare nell'Unione europea. Ma, comunque vada il referendum del 23 giugno, dovrebbe "lasciare la Convenzione europea dei diritti umani" per tutelare la propria sicurezza nazionale in materia di immigrazione. Sentenzia la May - se vogliamo riformare le leggi sui diritti umani in questo Paese non è l'Ue che dobbiamo lasciare, ma la Convenzione europea e la giurisdizione della sua Corte". 
David Cameron d' altro canto ora è accusato di aver rifiutato l'arrivo di bambini rifugiati non accompagnati che hanno transitato in Europa. La sua risposta alla camera dei comuni è stata : questi bambini sono salvi una volta entrati nell'UE", ma i dati rivelano il contrario, migliaia spariscono ogni giorno, dormono sulle strade e rischiano di incrementare la prostituzione minorile.
Nonostante questa realtà  preoccupante sullo stato dei bambini Siriani rifugiati in Europa in campi molto vicini ai confini inglesi come a Calais nel soprannominato The Jungle (la giungla),  il governo rifiuta di agire. 
Contro l'emendamento alla legge sull'immigrazione che prevede che il Regno Unito accolga 3.000 bambini rifugiati già presenti in Europa,  hanno votato  294 votanti, mentre a favore 276.  Il tentativo di dare asilo a questi bambini promosso  da Lord Dubs  in quanto egli  stesso arrivò in Inghilterra scappando dalla guerra nel 1930, ha scatenato una bufera mediatica. La battaglia parlamentare di Lord Dub in questi giorni  intende comunque sollevare la problematica esistente e fin troppo taciuta di una realtà di giovani vulnerabili a degrado, violenza e malattie. Secondo Cameron però è sbagliato paragonare chi scappava dal Nazismo a chi invece è già presente in Francia, Germania, Spagna, Italia, Portogallo  o Grecia. Inoltre il Governo  nella persona del ministro per l'immigrazione, James Brokenshire  rivela: "prendere quei bambini dall'Europa comporterebbe incoraggiarli a mettere le loro vite a rischio con i trafficanti di vite e fare viaggi pericolosi oltremare". I bambini rifugiati dovrebbero essere sicuri in Europa e il Governo sta facendo in modo che lo siano aiutando quei paesi.  Bisogna aiutare quei paesi membri dell'Europa a rispondere delle loro responsabilità, perché l'Europa deve essere un paese sicuro".  
La legge su l'immigrazione tornerà alla camera dei Lord senza tale emendamento sui 3000 bambini rifugiati. Il Governo, sconfitto l'emendamento ha dichiarato che il Regno Unito prenderà invece 3000 bambini vulnerabili dai campi al confine con la Syria e nelle zone di guerra. 
Solo lo scorso anno Cameron sotto pressione  ha incrementato il numero totale di rifugiati Siriani e la Gran Bretagna ne accoglierà 20.000 e solo una frazione di quel numero è arrivata per ora sulle coste inglesi. L'accordo è sancito fino al 2020. La domanda che si pongono ora in Inghilterra è cosa succederà nel frattempo ai bambini bloccati nella Giungla o da qualche altra parte, vulnerabili a crimine, abusi o radicalizzazione?  Secondo l'Europol, l'agenzia di intelligence dell'UE a Gennaio ha stimato  la scomparsa di 10,000 bambini rifugiati dopo il loro arrivo in Europa. Molti si crede siano finiti vittime di organizzazioni criminali. 

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