Caso Fortuna, e non solo? "Va riesumato il corpo del piccolo Antonio Giglio" per l'avvocato

02 maggio 2016 ore 15:20, Americo Mascarucci
L'avvocato della famiglia della piccola Fortuna Loffredo ha annunciato che chiederà la riesumazione del corpo di Antonio Giglio, il bimbo di 3 anni precipitato dallo stesso palazzo del Parco Verde a Caivano.
Antonio è morto il 27 aprile 2013, cadendo al suolo da una finestra dell'abitazione della nonna, madre di Marianna Fabozzi, la compagna del presunto assassino di Fortuna, Raimondo Caputo. 
"Va riesumato il corpo del piccolo Antonio Giglio, morto a 4 anni il 27 aprile 2013 nello stesso modo, e nello stesso stabile di Parco Verde, in cui un anno dopo è morta Fortuna Loffredo. La giustizia deve arrestare tutti i responsabili". E' la richiesta fatta dall'avvocato Angelo Pisani, legale dei nonni e del padre della piccola Fortuna. 
"Siamo solo alla prima pagina di un libro di orrore, violenza, degrado e criminalità mai letto prima ed inimmaginabile anche per il regista più cruento" ha detto il legale secondo il quale dietro la morte del piccolo potrebbe esserci la stessa mano o quella di un altro pedofilo che potrebbe ancora essere in circolazione. 
Gli inquirenti temono che nel quartiere possa essere operativa una vera e propria "rete degli orchi" ossia pedofili seriali che agiscono indisturbati grazie anche alla comprovata omertà dei residenti della zona.
Per ciò che riguarda l’inchiesta sugli abusi sessuali e l’omicidio della piccola Fortunata il principale indiziato resta Raimondo Caputo, il quale da parte sua continua a respingere le accuse. 
Nell'interrogatorio di garanzia davanti al Gip ha dichiarato di non aver mai commesso abusi sessuali e di non trovarsi sul luogo del delitto quando Fortuna è caduta dal balcone. 
Il Gip nell'ordinanza di custodia cautelare ha invece descritto Caputo come "già' gravato da un'impressionante serie di precedenti penali, nonché già destinatario di un provvedimento cautelare del 12 novembre 2015 sempre per violenze sessuali su minori, vittime le sue figlie e quella della convivente, Ha fornito sicura dimostrazione - scrive il Gip - mediante le caratteristiche peculiari delle allarmanti e inumane azioni antigiuridiche a lui ascritte, di essere dotato di una incoercibile propensione all'infrazione della legalità e di essere assolutamente incapace di  frenare e controllare le proprie funzioni sessuali". L'ordinananza di custodia cautelare è stata notificata nel carcere di Poggioreale a Napoli dove Raimondo Caputo è detenuto perché indagato per il reato di violenza sessuale aggravata ai danni di minore. 

Caso Fortuna, e non solo? 'Va riesumato il corpo del piccolo Antonio Giglio' per l'avvocato
Fondamentali per risalire a lui i racconti degli altri bambini vittime di abusi, isolati dai rispettivi contesti familiari e affidati a specialisti mentre nessun contributo sarebbe arrivato dai "grandi" che, secondo le accuse degli inquirenti avrebbero taciuto e coperto l’uomo pur sapendolo capace di simili nefandezze. 
Una seconda inchiesta starebbe facendo luce anche sulle possibili complicità e connivenze di cui avrebbe goduto il presunto pedofilo. Il quale in carcere a Poggioreale è stato aggredito con un pugno in faccia da un altro detenuto all'interno della stessa cella. L’uomo infatti era stato recluso in un reparto insieme ad altri detenuti accusati o condannati per reati sessuali e ora è stato trasferito in una cella protetta. Anche sull'aggressione in carcere è stata aperta un’inchiesta. 


 

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