Marò, Capuozzo su Girone in Italia: "Non solo buon senso e pragmatismo. Alcuni dettagli che hanno contato"

02 maggio 2016 ore 17:02, Lucia Bigozzi
“Dall’India posizione di buon senso e pragmatismo”. Così Toni Capuozzo, giornalista ed esperto di scenari di guerra, commenta con Intelligonews l’apertura di Delhi al rientro in Italia del Marò che con Latorre è indagati per la morte di due pescatori indiani. Ma ci sono altri passaggi per verificare se le buone intenzioni indiane si tradurranno in qualcosa di concreto. 

Cosa c’è dietro la mossa dell’India che ha aperto su Girone?

«Ci sono alcuni dettagli: a dicembre è scaduta la carica di presidente della Corte suprema di Daku che era uno del Kerala, della Kerala-Connection che ancora oggi continuano ad essere immuni dalla vicenda dei due Marò; c’è il fatto che il governo di Modi che aveva ereditato la questione dal governo precedente come una eredità di fatto molto imbarazzante, ha dato prova di buon senso e di pragmatismo, aprendo alla possibilità che Girone tornasse in Italia in cambio di garanzie che l’Italia dovrebbe fornire sulla sua presenza a Delhi nel caso la Corte arbitrale dell’Aja assegnasse il processo all’India. Questa posizione del governo è stata recepita anche dalla Corte suprema indiana e questo costituisce la base legale su cui la Corte arbitrale dell’Aja ha preso la decisione; in buona sostanza, un ammorbidimento delle posizioni indiane».

Marò, Capuozzo su Girone in Italia: 'Non solo buon senso e pragmatismo. Alcuni dettagli che hanno contato'
Questo sottintende anche una volontà “politica” di risolvere la questione una volta per tutte? 

«Loro, nei fatti, si sono trovati con due prigionieri, due ostaggi, due indaganti imbarazzanti; l’intera costruzione accusatoria è piena di falle, di prove evidentemente manomesse che non reggerebbero davanti ad alcun tribunale, quindi già quando li mandarono in permesso in Italia speravano che ce li saremmo tenuti per evitare loro l’imbarazzo di un processo impossibile. Quella indiana è una posizione saggia, di buon senso che gli consente anche di stendere un velo pietoso sulla loro istruttoria»

Da qui alla risoluzione concreta della vicenda quali sono i passaggi strategici per credere che veramente siamo di fronte a una svolta?

«Adesso si discuterà nella Corte arbitrale di problemi di problemi di diritto internazionale rispetto ai quali qualche ragione ce l’ha l’Italia ma ne ha anche l’India. Faccio un esempio dell’immunità funzionale che riguarda ogni militare in missione per il proprio Stato; in questo caso i due Marò erano a bordo di una nave mercantile in una situazione che secondo l’India, non li vede coperti da immunità funzionale. Credo che tutto quanto tornerà a essere argomento di dibattito alla vigilia di un processo che vedremo se sarà affidato a Roma o a Delhi. Credo che se anche fosse assegnato all’Italia, noi dovremmo affrontare la morte di quei due pescatori molto seriamente; mentre dal fatto inevitabile dell’assoluzione dei nostri Marò, spero che emergano quali sono le vere responsabilità di chi li ha uccisi e questo dovrebbe venire fuori da un processo sia in Italia che in India. Credo che sia per l’Italia che per l’India, sia molto difficile fare un passo indietro ai fatti di quei giorni perché emergerebbero le manipolazioni indiane e gli eccezionali cedimenti italiani»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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