Zika, tutti i pericoli che non sapevamo. Primo morto a Porto Rico

02 maggio 2016 ore 20:47, Adriano Scianca

Se ne parla di meno, ma non significa che l'emergenza Zika sia scomparsa. Anzi, ora si scopre che il virus potrebbe persino essere più pericoloso di quanto si sia pensato finora e potrebbe essere all’origine di problemi neurologici gravi che colpiscono una donna su cinque in stato di gravidanza (affetta dalla malattia). A rivelarlo alla Bbc sono stati gli scienziati brasiliani. Inoltre, secondo molti medici e studi esiste un collegamento reale tra la microcefalia nei neonati e Zika, ma mentre le stime stabiliscono che l’1% delle donne incinte che hanno contratto il virus partoriscono bambini affetti da microcefalia, secondo alcuni esperti il 20% delle gestanti affette dal virus rischia di avere figli con altri danni celebrali. Non solo: uno studio del prestigioso New England Journal of Medicine americano allarga al 29% i casi censiti di feti afflitti più genericamente da "anomalie, inclusi deficit della crescita", portati in grembo da donne contagiate da Zika durante la gestazione. 

Zika, tutti i pericoli che non sapevamo. Primo morto a Porto Rico
Recentemente uno studio francese ha invece trovato un collegamento tra il virus e la sindrome di Guillain-Barré, un rara malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso portando alla paralisi e in casi limitati alla morte. Una ricerca retrospettiva sull'epidemia di Zika nella Polinesia francese tra il 2013 e il 2014 ha portato i ricercatori dell'Istituto Pasteur a stimare il rischio in 2,4 ogni 10.000 persone che hanno contratto il virus veicolato dalle zanzare. Il collegamento pressoché certo tra Zika e microcefalia era stato scoperto da ricercatori del Johns Hopkins Institute e della Florida State University che erano riusciti a dimostrare per la prima volta con test di laboratorio che Zika attacca e distrugge, nel feto, alcune cellule cerebrali fondamentali nel processo di sviluppo del cervello. Si tratta delle cosiddette hnpc (cellule progenitrici neuronali umane), responsabili dello sviluppo della corteccia cerebrale nel feto: un danno a questo genere di cellule - che successivamente si differenziano in neuroni - è coerente con i difetti causati dalla microcefalia. “Anche se questo studio non dimostra in modo definitivo che il virus Zika provoca la microcefalia, è molto significativo che le cellule che formano la corteccia siano potenzialmente sensibili al virus, e che la loro crescita possa essere disturbata dal virus”, ha detto Guo-Li Ming, coautore della ricerca. 

Il tasso di contagio dello Zika in Brasile ha registrato una diminuzione grazie all'azione della prevenzione e di quelle di informazione, ma la ricerca per un vaccino è ancora allo stadio iniziale. Intanto arriva la notizia del primo morto collegato al virs Zika a Puerto Rico che ha 683 casi e fra questi 65 donne incinta. Funzionari sanitari hanno fatto sapere che pazienti affetti dalla sindrome di Guillain-Barré si sono ammalati anche di Zika. Una notizia che potrebbe essere un elemento per confermare un collegamento fra le due patologie.


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