Beccalossi (FdI): “Salvini? La mia analisi con un rammarico. Slot machine, pronta a incatenarmi"

02 marzo 2015, Lucia Bigozzi
Beccalossi (FdI): “Salvini? La mia analisi con un rammarico. Slot machine, pronta a incatenarmi'
“Quando la sinistra non ha argomenti la butta sul fascismo. Salvini sta occupando gli spazi lasciati vuoti da Fi ma anche da una destra intenta più a dividersi che a costruire l’alternativa”. Con la consueta schiettezza, Viviana Beccalossi (FdI), assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo in Regione Lombardia  analizza cosa si muove nello schieramento oggi a trazione salviniana. Ma nella conversazione con Intelligonews commenta anche il ‘debutto’ di Sergio Mattarella a Berlino e il decreto legge sul gioco d’azzardo su cui il governo starebbe lavorando e contro il quale Beccalossi è pronta a incatenarsi davanti a Palazzo Chigi, proprio sotto le finestre del premier Renzi… Come e cosa era la piazza di Roma? Molti, criticandola, l’hanno definita una piazza “fascista”. «Una bella piazza, popolata da tanti cittadini; molti leghisti, molta gente di FdI e di CasaPound, ma anche molti cittadini non appartenenti a partiti o movimenti che non sentendosi rappresentati dal governo dei poteri forti, il governo Renzi non eletto dal popolo, un governo che parla molto e fa poco, sono venuti in piazza. Una piazza, vorrei ricordare, che è stata lasciata così come è stata trovata, pulita, senza una carta per terra o una bottiglia rotta. Una piazza molto rispettosa delle forze dell’ordine che ringraziamo per essere state schierate non tanto a garantire che non succedesse nulla per responsabilità nostra, quanto per evitare che altri – e ci hanno provato – venissero a disturbare una piazza pacifica, come è la piazza del centrodestra, sia che si tratti di una manifestazione di FdI o della Lega, molto raramente di Fi perché la piazza non è nel dna di quel partito ma comunque in passato è accaduto. Insomma ci tengo a sottolineare che quella di Roma è stata una piazza ordinata, composta, festosa». Cosa risponde alle accuse di fascio-leghismo? «Dopo tanti anni che faccio politica, ho capito che quelli di sinistra quando non hanno argomenti dicono che siamo fascisti. Quando lo dicono a me con l’obiettivo di insultarmi io rispondo loro definendoli adulatori, così la facciamo finita… ». Salvini è il nuovo Grillo di destra? «Salvini sta occupando gli spazi vuoti lasciati da molto tempo nel centrodestra, specie da Forza Italia ma anche da quella destra – e lo dico con rammarico – che negli ultimi anni ha passato più tempo a dividersi che ha costruire una valida alternativa di governo. E siccome in politica non esistono spazi vuoti, Salvini in maniera astuta ma legittima, ha occupato gli spazi lasciati vuoti da quelle fasce tradizionalmente della destra italiana nazional-popolare alle quali oggi la Lega guarda. Del resto, io che sono di Brescia non mi stupisco perché nella mia città ho visto nascere in diretta la Lega nella quale c’era anche qualche esponente missino». Mattarella al debutto internazionale: missione a Berlino. Cosa c’è da aspettarsi? «Faccio una premessa: sono per il 50 per cento italiana da parte di padre e per il 50 per cento tedesca da parte di madre. Detto questo, sono orgogliosamente italiana e non capisco perché i tanti premier che si sono succeduti in questi anni con il comune denominatore di non essere stati eletti dal popolo, come primo loro atto sono andati a baciare la pantofola alla Merkel. Vedo che la stessa cosa la sta facendo il presidente della Repubblica. Pur avendo il 50 per cento del mio sangue tedesco, io non andrei mai a baciare la pantofola alla Merkel perché non ritengo che sia lei con la matita rossa a dover dire di cosa ha bisogno il nostro Paese. La situazione italiana è radicalmente diversa da quella economica, sociale e culturale della Germania. Io, francamente, non condivido l’atteggiamento ossequioso, quasi da suddito, che i vari premier hanno avuto nei riguardi della Germania fermo restando che quello tedesco è un governo eletto dal popolo, non come accade in Italia negli ultimi anni. Tuttavia, lo sappiamo noi italiani di cosa abbiamo bisogno. Una bocciatura o una promozione del governo italiano indipendentemente dal premier, sia Renzi, Meloni, Salvini o Berlusconi non può venire dalla Germania». Il governo si appresta a varare un provvedimento sul gioco d’azzardo molto contestato. Voi in Lombardia avete usato il pugno duro contro la lobby dei giochi; cosa cambierà con questa legge e perché avete già detto no? «Si tratta di un decreto ancora in bozza e spero che tale rimanga, perché se il titolo di contrasto può essere di fascino, la verità è che siamo di fronte all’ennesima bufala che Renzi e il suo governo propinano agli italiani. Leggendo il decreto si capisce che è per dirlo alla francese, l’ennesimo “regalo” alla grandissima, potentissima e ricchissima lobby del gioco d’azzardo lecito che garantisce allo Stato qualcosa come 8 miliardi di gettito fiscale. Se si considera che lasciare o mettere l’Imu sulla prima casa significa 4 miliardi per lo Stato, si capiscono bene le proporzioni e il fatto che otto miliardi sono molto interessanti per le casse statali. Siccome la Regione Lombardia su mia proposta ma il provvedimento è stato approvato all’unanimità è la prima e unica Regione che con una legge regionale ci ha messo la faccia sul contrasto alla ludopatìa perché abbiamo a cuore la salute dei cittadini, noi siamo preoccupatissimi per le anticipazioni che circolano sul decreto in quanto vanno a minare tutto quello che abbiamo fatto finora. Mi viene da pensare che quello che la potentissima e ricchissima lobby del gioco d’azzardo lecito non ha ottenuto da Regione Lombardia stia cercando di ottenerlo a Roma. Io comunque mi batterò senza tregua. Stamani ho presentato l’ennesima iniziativa insieme al vicesindaco di Milano, esponente Pd, e sono pronta a venire a Roma a incatenarmi pur di bloccare questo decreto: in Italia ci sono settecentomila persone malate di ludopatìa e non posso pensare che ci sia uno Stato che ne tragga dei profitti. Non ho alcun problema a venire a Roma e incatenarmi davanti a Palazzo Chigi, poi venga pure Renzi a convincermi, magari con qualche battuta delle sue».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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