Droga incustodita e bambina intossicata, a Lucca l'ultimo caso "degenerato"

02 marzo 2016 ore 14:20, Micaela Del Monte
E' un episodio agghiacciante quello che è avvenuto a Lucca. L'ultimo di una serie terribile di incidenti che hanno costretto bambini al ricovero dopo aver ingerito sostanze tossiche o addirittura droga. Questa volta è toccato ad una bambina di soli 14 mesi è stata portata d'urgenza all'ospedale fiorentino Meyer dopo aver "assunto" cocaina e ansiolitici (benzodiazepine).

La piccola era arrivata all'ospedale pediatrico del capoluogo toscano venerdì scorso da Lucca in condizioni critiche, in stato soporoso. I medici sono riusciti a salvarle la vita, ma la piccolissima paziente è ancora in gravissime condizioni nel reparto di terapia intensiva del nosocomio fiorentino, come confermano dallo stesso Meyer. In particolare, secondo i sanitari la piccolina potrebbe essere colpita da crisi respiratoria causata dal mix di sostanze assunte.

Droga incustodita e bambina intossicata, a Lucca l'ultimo caso 'degenerato'
Sulla vicenda la Procura di Lucca ha aperto un'indagine, condotta dalla polizia, per cercare di capire come una bambina così piccola abbia potuto assumere sostanze anche vietate dalla legge (come la cocaina) oltre a benzodiazepine (cioè farmaci come Tavor, Xanax, Lexotan e Valium); va detto che a quell’età i bambini ancora sono in grado di camminare autonomamente, per cui è l’ipotesi che sia riuscita ad arrivata ad un cassetto o un ripiano dove si trovavano i farmaci e la droga è da scartare. Intanto la squadra mobile ha già effettuato una perquisizione riserbo nella casa in cui la bambina abita con i genitori. Sembra che la bambina frequentasse anche l’abitazione dei nonni e di altri parenti, così come un asilo nido e spazi sociali per l’infanzia. Non è escluso, quindi, che nelle prossime ore possano perquisiti altri luoghi. Le ipotesi di reato possono andare dalle lesioni (volontarie o colpose) alla cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope, con l'aggravante della somministrazione a un bambino. I genitori - come racconta il dorso fiorentino di Repubblica e Il Tirreno - sono italiani, il padre lavora, la madre è una casalinga. La bambina non è neanche più allattata al seno e quindi non può essere stata intossicata dal latte materno.

Un episodio simile era avvenuto un paio di anni fa quando un bambino di un anno e otto mesi di Pescara era stato ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Pescara per aver ingerito cannabis e cocaina. Il piccolo era figlio di due tossicodipendenti e con il padre in carcere. Lo stesso accadde anche a  Modena, in quel caso un bambino di un anno ingerì hashish. La droga era stata dimenticata dal genitore dopo che aveva passato una serata a fumare spinelli con lo zio del piccolo. Lo stupefacente è rimasto incustodito e il bambino è riuscito a raggiungerlo e inghiottirlo, sentendosi poi male.
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