Istat: +70mila occupati a gennaio, ma cresce la disoccupazione giovanile

02 marzo 2016 ore 11:58, Luca Lippi
Secondo l’Istat ci sono 70mila occupati in più a gennaio, e in questo vede arrivare positivi riscontri dal numero di occupati tornando al livello di agosto e con un progresso pari allo 0,3%. La crescita è determinata dai dipendenti permanenti (+99 mila) mentre calano i dipendenti a termine (-28 mila) e gli indipendenti restano sostanzialmente stabili. L'aumento di occupati riguarda sia gli uomini sia le donne. Il tasso di occupazione, pari al 56,8%, cresce di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente.
Su base annua il numero di occupati è in crescita dell'1,3% (+299 mila), mentre calano sia i disoccupati (-5,4%, pari a -169 mila) sia gli inattivi (-1,7%, pari a -242 mila).

Istat: +70mila occupati a gennaio, ma cresce la disoccupazione giovanile
A gennaio la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,4% (-63 mila). Il calo è determinato dalla componente femminile e riguarda soprattutto le persone tra i 50 e i 64 anni. Il tasso di inattività scende al 35,7% (-0,1%). Da inizio 2016 la decontribuzione per nuovi assunti a tempo indeterminato è stata più che dimezzata. Per i contratti stipulati dal primo gennaio 2016 il beneficio fiscale varrà solo per due anni rispetto ai tre precedenti e soprattutto le imprese potranno beneficiare di uno sgravio contributivo massimo di 3.250 euro per ogni assunto, più che dimezzato rispetto agli 8.060 euro precedenti.
E allora il vero segnale della ripresa (eufemismo) è individuabile nel dato Istat che vede a gennaio il tasso di disoccupazione dei giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni pari al 39,3%, in crescita di 0,7%  rispetto al mese precedente.
Un successo che si aggiunge al Pil che non crescerà come previsto, da liquidità statunitense che non arriverà mai nel nostro paese perché non esiste nessuna possibilità di crescita reale nell’immediato e poi perché negli Usa tutta questa liquidità non esiste, e soprattutto, nonostante la crescita e sotto gli occhi di tutti (?) il debito pubblico continua a crescere.
Andiamo all’analisi dei dati sulla decrescita del lavoro giovanile vero problema per l’Italia che cerca disperatamente qualcuno che possa contribuire in futuro a pagare le pensioni. 
Dice l’Istat che l’aumento del tasso di disoccupazione giovanile si deve a una diminuzione degli occupati di 31mila unità nel mese, mentre i disoccupati sono scesi di 4mila unità. Su base tendenziale, la variazione degli occupati è di -7mila e quella dei disoccupati di -47mila: il tasso di disoccupazione mostra un calo di 1,6%. 
Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono esclusi i giovani inattivi (né occupati né in cerca di lavoro perché studenti). L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 10% (un giovane su 10 è disoccupato), in lieve calo (-0,1%) rispetto a dicembre. Nell’ultimo mese cala tra i 15-24enni il tasso di occupazione (-0,5%) e cresce il tasso di inattività (+0,6%).

autore / Luca Lippi
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