Chi gli ha fatto la "Pell"? La pedofilia cerca il colpevole

02 marzo 2016 ore 13:40, Americo Mascarucci
Mors tua vita mea recita un antico adagio e deve essersi proprio ispirato a questo motto il cardinale George Pell prefetto degli Affari Economici del Vaticano nel terzo interrogatorio della Commissione nazionale che indaga sugli abusi sessuali sui minori. 
Il porporato era stato chiamato in causa soprattutto nel suo ruolo di ex arcivescovo della diocesi australiana di Melbourne dove per anni ha operato il prete pedofilo seriale australiano Gerald Ridsdale ora in carcere dopo essere stato condannato per 138 reati ai danni di 53 vittime. Secondo alcune delle vittime Pell sapeva e ha taciuto, coprendo il prete pedofilo. 
Nei giorni scorsi il cardinale ha negato di essere mai venuto a conoscenza  degli abusi commessi dal sacerdote negli anni in cui era a capo dell’arcidiocesi mentre oggi ha esplicitamente accusato il vescovo suo predecessore monsignor Frank Little, di aver coperto la pedofilia: "Non ha agito come avrebbe dovuto" ha accusato Pell. 
I giudici australiani avrebbero le prove che Little, morto nel 2008, custodisse un dossier segreto contenente lettere di denunce di familiari delle vittime.

Chi gli ha fatto la 'Pell'? La pedofilia cerca il colpevole
Pell ha confermato queste accuse: "Monsignor Little - spiega - in alcune occasioni non ha agito come avrebbe dovuto e certamente non ha dato e non ha cercato informazioni adeguate mettendole a disposizione del comitato consultivo per la gestione del personale ecclesiastico".  
Sotto accusa c’è soprattutto il caso del sacerdote Peter Searson, parroco nella diocesi di Melbourne, poi condannato nel 1997 per abusi sessuali su minore e morto nel 2009. Il sacerdote pare minacciasse i bambini con armi uccidendo davanti a loro animali. 
"Un uomo sconcertante – lo ha definito Pell - nei suoi momenti peggiori poteva essere descritto come uno dei preti più sgradevoli che io abbia conosciuto ma non avevamo prove per rimuoverlo. L'allora arcivescovo della diocesi, mons. Frank Little, ora defunto, sembrava  incapace di affrontare padre Searson, o anche di fornire informazioni adeguate sulla situazione e ha reagito in modo assolutamente insoddisfacente alle preoccupazioni che circolavano sul sacerdote. Prese inoltre decisioni sbagliate e, sebbene si dimise in anticipo sull'età della pensione formalmente per motivi di salute, non mi sorprenderebbe se tra le reali cause delle dimissioni ci fosse una richiesta del nunzio dell'epoca in Australia, mons. Franco Brambilla, dovuta alla sua inadeguatezza sui casi di pedofilia". Pell poi aggiunge: "Ero fortemente critico di come l'arcivescovo Little gestiva i casi contro i preti". 
Nell’audizione è stato anche esaminato il caso di padre Edward Dowlan, condannato a 6 anni e 6 mesi di reclusione per 16 capi d’accusa riguardanti abusi su undici studenti di quattro scuole diverse: "Avevo sentito – ha affermato Pell – qualche voce di comportamenti inadeguati negli anni Settanta e avevo concluso che riguardassero comportamenti pedofili". Anche padre Dowlan, come altri sacerdoti della sua diocesi, fu trasferito in un’altra parrocchia.
"Non sapevo esattamente quello di cui era accusato – ha precisato il cardinale – ma 40 anni fa o più di 40 anni fa ho ipotizzato che con il trasferimento venissero adottate misure più adeguate".
Ai giudici però non basta e chiedono a Pell se avesse indagato accuratamente sulla condotta di questo sacerdote: "No, non l’ho fatto". Il cardinale ha inoltre negato di essere mai venuto realmente a conoscenza dell'identità delle vittime e del numero rilevante dei casi e di aver disposto il trasferimento ritenendo che quella fosse la misura più idonea per mettere fine a delle voci che comunque per Pell erano generiche e non metteva in luce la reale gravità della situazione.
Le ammissioni del cardinale tuttavia non avrebbero convinto i giudici, nè tantomeno le vittime e i loro familiari che avrebbero più volte fischiato il porporato sempre più convinti che Pell, al pari del suo predecessore, sapeva, ha sottovalutato il problema e non ha fermato i preti pedofili. Vittime che hanno chiesto di poter incontrare Papa Francesco.
Pell dal canto suo ha manifestato la volontà di incontrare personalmente, una ad una, le vittime degli abusi commessi nella sua arcidiocesi ribadendo di non aver mai saputo nulla e riconoscendo di aver sbagliato nel trasferire i preti accusati anzichè mandarli in galera. 

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]