Caso Trump, Massimo Fini: “Donald rozzo, ma se gli Usa citano Mussolini qualcosa sta cambiando"

02 marzo 2016 ore 13:01, Lucia Bigozzi
“Bisogna guardare alla sostanza di ciò che dice Mussolini. Mi sorprende che lo si citi Oltreoceano, perché gli Usa essendo stati vincitori della seconda guerra mondiale, hanno demonizzato tutti i perdenti, da Hitler a Mussolini. Vuol dire, che nonostante la rozzaggine di Donald Trump, qualcosa sta cambiando anche là”. Ragionamento che Massimo Fini, giornalista e scrittore, calibra analizzando le ‘connessioni’ di Trump (vere o presunte) con Benito Mussolini nell’intervista a Intelligonews. Dall’America all’Italia il passo è breve ma lo scenario è diametralmente opposto.

Come legge il tweet di Donald Trump su Mussolini “Meglio un giorno da leoni che 100 anni da pecora”? 

«Sono assolutamente d’accordo con una dichiarazione di questo genere: piuttosto che lunghissime agonie, è meglio un giorno da leoni»

In ogni campagna elettorale, il nome di Mussolini alla fine spunta sempre fuori, con annesse polemiche. Secondo lei, perché? Forse porta bene? 

«Non so se porti bene o male parlare di Benito Mussolini in campagna elettorale, ma quello a cui bisogna guardare è alla sostanza di ciò che Mussolini dice».

Perché dopo analisi storiche approfondite sul periodo del Fascismo, si continua a parlare di Mussolini sempre e da una sola ottica? 

«Il motivo è semplice: c’è una cultura totalmente manichea per la quale del Fascismo si ricorda solo il peraltro tragico e imperdonabile errore di essere entrato in guerra impreparato, ma non si ricordano le cose ottime che il regime fascista ha fatto per l’Italia: dall’Iri che fu un intelligente risposta alla crisi economica del 1929, alle bonifiche nell’Agro Pontino e in Maremma, a tante altre cose che sarebbe troppo lungo elencare qua».
 
Come spiega questa ormai strutturale, quasi antropologica macchettizzazione, questa sorta di snobismo elitario del politico Mussolini?

«Anche in questo caso la risposta è molto semplice: manca una valutazione storica che peraltro è stata fatta da De Felice negli anni del consenso e da altri scrittori. E siccome viviamo nell’epoca dell’ignoranza, delle televisioni, dei social network e compagnia bella, è chiaro che la denigrazione, la macchiettizzazione è frutto di ignoranza perché gli anni del Fascismo dopo un po’ di tempo dalla fine della guerra, sono stati analizzati in profondità ed è stato approfondito tutto del Fascismo, nel bene e nel male»

La sorprende che si parli di Mussolini da Oltreoceano. Che segnale è?

«Sì, mi sorprende perché gli Stati Uniti, essendo i vincitori della seconda guerra mondiale, hanno demonizzato tutti i perdenti, da Hitler a Mussolini. A mio avviso, vuol dire che nonostante la rozzaggine di Donald Trump, qualcosa sta cambiando anche là»

Invece qua da noi sta cambiando qualcosa? Esiste o no un fronte conservatore e liberale in Italia come c’è negli Usa?

«Il fronte conservatore e liberale, di destra, che c’è in Italia non ha nulla a che vedere con la destra storica. E’ solo una sua parodia»



autore / Lucia Bigozzi
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