I protagonisti della settimana. I papi spiati

02 novembre 2013 ore 10:57, Marta Moriconi
I protagonisti della settimana. I papi spiati
Si è allargato al Vaticano lo scandalo del Datagate, ma il Vaticano ha smentito. E anche la Nsa, l'Agenzia americana sotto accusa. 
Il punto è che Panorama ormai aveva fatto lo scoop.   Le conversazioni intercettate sarebbero arrivate fin sulla soglia del Conclave che il 13 marzo ha eletto Jorge Mario Bergoglio. Neanche Papa Benedetto XVI si sarebbe salvato... Ma Padre Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana, poco dopo la notizia già era intervenuto: «Non ci risulta nulla su questo tema e in ogni caso non abbiamo alcuna preoccupazione in merito». Ormai, però, il dado era tratto… e sulla bocca di tutti. La Domus Internationalis Paolo VI a Roma era sotto lo stretto controllo dell’Agenzia americana, che in questi giorni si sta difendendo dai presunti “monitoraggi”, a lei imputati, nei confronti anche di numerose Nazioni e realtà istituzionali. Ma la sicurezza della comunicazione vaticana, dicono, non sia così facilmente penetrabile. Esistono forme di protezione degli ambienti con schermature che impediscono l’ascolto di qualsiasi voce al suo interno si alzi. Così la Domus Paolo VI si sarebbe ben tutelata, comprese la Cappella Sistina e la domus Santa Marta, dove i cardinali soggiornavano. Ma per il Vaticano non c'è pace, se non in Cristo. Prima Vatileaks e i documenti fuoriusciti (colpa dell’ex maggiordomo Paolo Gabriele), ora la Nsa che spiava informazioni sul Vaticano… Anche se poi... dov'è la novità? Si sa che le potenze straniere si spiano a vicenda. Lo spionaggio “papale”, poi, è di vecchia data: era già successo per il pontificato di Giovanni Paolo II ai tempi del Kgb.  
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