Taverna: "Di Battista a Roma? No", come Di Maio. I migliori 5S prigionieri del regolamento

02 novembre 2015, Andrea De Angelis
Taverna: 'Di Battista a Roma? No', come Di Maio. I migliori 5S prigionieri del regolamento
Il popolo dei 5Stelle vuole lui
, si riconosce in lui. Sembra poco, direbbero molti, almeno tutti coloro i quali pur essendo politici navigati o tecnici preparati non riescono a fare breccia nel cuore dell'elettorato. Se non al massimo nel breve periodo. 

Alessandro Di Battista, almeno secondo i sondaggi più o meno recenti, piace e molto ai grillini romani (e non solo). Roba da innamoramento, per intenderci. Così una sua candidatura al Campidoglio, ventilata quando ancora Marino ne era il titolare e riproposta ora che Roma è senza un sindaco, appare molto più di una suggestione. 
Per Beppe Grillo non se ne parla, “è una questione di coerenza”. Eppure le richieste di deroga al regolamento che impedisce a chi è stato eletto a una carica di candidarsi a un'altra prima del termine del mandato sono molte, anche via email. 
A rimettere al centro il regolamento, laddove qualcuno avesse potuto ipotizzarne una deroga, ci ha pensato anche una collega del Diba, Paola Taverna, che ne "L'intervista" di Maria Latella, su Skytg24, esclude «categoricamente» che possa essere lui il candidato per il Campidoglio. 

Il candidato sarà scelto con una "selezione online aperta a tutti gli iscritti di Roma", spiega Taverna, dicendosi "sicura" che il M5S "possa governare Roma". 
La senatrice si lascia anche andare a un pronostico: "Il Giubileo è la scusa formale con cui ritarderanno le elezioni. Il Pd guarderà i sondaggi vedrà quale è il momento più opportuno per loro per fare le elezioni", ha spiegato. Sondaggi che, come detto, per il momento vedono avanti, e di molto, il Movimento 5 Stelle. Anche laddove Marchini dovesse essere il candidato unico di più forze politiche. 

Taverna: 'Di Battista a Roma? No', come Di Maio. I migliori 5S prigionieri del regolamento
Il rischio per il partito più votato nel 2013 è di finire, ancora una volta, in un vicolo cieco. Di Battista sarebbe il candidato più forte a Roma e Di Maio a Napoli. Però non si candidano. Questo, tecnicamente e oggettivamente, è un errore politico clamoroso,  un regalo a centrosinistra e centrodestra. Al tempo stesso Di Battista e Di Maio verrebbero massacrati se si candidassero. Significherebbe non rispettare il regolamento; vorrebbe dire mangiarsi la parola data al popolo sovrano, della rete e non. Se si candidano vincono molto probabilmente, però sono incoerenti; se non si candidano non vincono quasi di sicuro però restano coerenti. Come uscire da questa situazione?

Semplice, chiedendo proprio a quel popolo sovrano, con una consultazione online, una deroga al regolamento. "Vista la clamorosa occasione di schierare due nostri rappresentanti per la corsa a sindaco in quel di Napoli e Roma, chiediamo a voi elettori la possibilità di attuare una deroga al regolamento". Due righe, o poco più, che potrebbero cambiare la storia del Movimento 5 Stelle



caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]