Mattarella all'ossario dei caduti fra memoria dei morti e un sorriso strappato da un bambino

02 novembre 2015, Americo Mascarucci
Mattarella all'ossario dei caduti fra memoria dei morti e un sorriso strappato da un bambino
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a sorpresa si è presentato all’ossario di Forno di Coazze in occasione del settantesimo anniversario dell’inaugurazione. 

L’ossario raccoglie le spoglie di un centinaio di partigiani uccisi in val Sangone e anche una manciata di terra portata in un loculo, dal figlio di un deportato morto ad Auschwitz. 
Mattarella ha voluto dedicare parte del suo tempo per rendere omaggio ai caduti durante la sua visita a Torino e lo ha fatto approfittando della commemorazione dei defunti. Un’occasione ovviamente per ribadire il rispetto per i caduti di tutte le guerre di liberazione e per mettere in guardia le nuove generazioni dai rischi connessi al ritorno di nuove forme di integralismo. 

Sono qui per un sentito e doveroso omaggio all’Ossario dei caduti delle Guerre di Liberazione - ha detto Mattarella - In questo luogo, così suggestivo e carico di memoria e di dolore, riposano i corpi di 98 caduti, morti nei boschi e nelle campagne circostanti e trasportati pietosamente e meritoriamente fin qui dalla gente del luogo. Ne abbiamo poc’anzi ascoltato, con riconoscenza, i nomi che ogni anno vengono opportunamente e doverosamente ricordati”, ha affermato il Capo dello Stato davanti a molte autorità e cittadini.

“Bisogna sempre mantenere viva la memoria dei morti e vigile l’attenzione a nuove insidiose forme di sopraffazione e di morte”, ha aggiunto ancora Mattarella che in quanto cattolico è legato anche spiritualmente e non soltanto istituzionalmente al culto della commemorazione dei defunti. 

Subito dopo ha raggiunto Coazze dove ha inaugurato una scuola dedicata a Giulio Nicoletta, il giovane sottotenente dei carristi, originario di Crotone, che per primo salì sui monti della Val Sangone dopo l’8 settembre del ’43, per dare vita ad una banda partigiana. 

E qui c’è stato anche un fuori programma. Salutando le scolaresche Mattarella è stato avvicinato da un ragazzino che gli ha gridato: “Sei Forte Presidente”. Un gesto questo che ha strappato un sorriso davvero sincero al Presidente spesso in passato indicato come una persona estremamente seriosa e parca di sorrisi.
 

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