Mentre Google studia il sistema operativo universale, l'Antitrust Ue "studia" Android

02 novembre 2015, Americo Mascarucci
Mentre Google studia il sistema operativo universale, l'Antitrust Ue 'studia' Android
Le indiscrezioni anche nel comparto tecnologico e dei social network non mancano mai. 

L’ultima in ordine di tempo lanciata dal Wall Street Journal, riferisce di una rivoluzione in casa Google, promotore di un sistema operativo universale, valido sia su computer sia su smartphone. A governare tutti i dispositivi sarebbe Android. 

Entro il 2017 potrebbe infatti avvenire una fusione fra ChromeOS e Android con l’obiettivo di realizzare un'ecosistema unico.
Fautore di questa fusione sarebbe Sundar Pichai che ora si trova al vertice di Google dopo la costituzione della holding Alphabet. 

L’indiscrezione riferisce che Chrome andrebbe a confluire in Android, il sistema operativo più usato al mondo. Secondo le rilevazioni della società Strategic Analytics si troverebbe sull'85% degli smartphone. ChromeOs è installato soltanto sul 3% dei computer di Google. 
Al momento Chrome OS e Android servono due modelli di utilizzo molto diversi: il primo sistema è estremamente limitato nelle funzionalità offline ma rispettato per il suo modello di sicurezza, il secondo ha una base di utenza superiore e anche per questo, e per le dinamiche del suo business, è il sistema operativo mobile più ricercato, bersagliato e pericoloso di sempre.

Indiscrezione o notizia più che attendibile? Da Google non arrivano conferme, né smentite, l’azienda si è limitata a ribadire la volontà di sviluppare e migliorare Chrome OS anche per il futuro. 

Ma per il resto bocche cucite su tutto anche perché la fusione, per quanto auspicabile non è affatto semplice e richiede operazioni lunghe e complesse. La combinazione dei due sistemi operativi sarebbe vantaggiosa soprattutto  per Android che vederebbe una forte espansione su computer portatili e desktop. 

Tuttavia da qualche mese, Android è sotto la lente dell'Antitrust Ue per abuso di posizione dominante.

Le indagini dell’esecutivo di Bruxelles puntano a verificare se Google, attraverso Android, abbia concluso accordi anti-concorrenziali o se abbia abusato di un’eventuale posizione dominante nel campo dei servizi operativi, applicazioni e servizi per i dispositivi mobili intelligenti. La commissaria Vestager ha spiegato di aver avviato «un’indagine formale antitrust sulla condotta di Google relativa a sistemi operativi, applicazioni e servizi mobili. Smartphone, tablet e dispositivi analoghi rivestono un ruolo sempre più importante nella vita quotidiana di molte persone, e voglio essere certa che i mercati in questo settore possano svilupparsi senza alcuna restrizione anti-concorrenziale imposta da qualche azienda».

Questa indagine potrebbe quindi rendere l'operazione ancora più di difficile realizzazione?

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