Berlusconi da Bologna a Roma e Salvini torna ad Arcore: favore a Renzi?

02 novembre 2015, Americo Mascarucci
Berlusconi da Bologna a Roma e Salvini torna ad Arcore: favore a Renzi?
Matteo Salvini arriverà a Bologna domenica prossima insieme a Silvio Berlusconi e a Giorgia Meloni per un comizio in Piazza Maggiore, super blindata di fronte all’annunciata mobilitazione anti leghista dei centri sociali. 

Secondo i dati diffusi dallo stato maggiore del Carroccio è previsto in città l’arrivo di oltre centomila militanti provenienti da tutta Italia. 
Un Salvini diverso dunque quello che andrà in scena a Bologna, soprattutto perché l'evento sancirà una sorta di ritrovata unità con gli alleati del centrodestra. L’asse Berlusconi-Salvini-Meloni, appare come una sorta di riproposizione del vecchio trio Berlusconi-Bossi-Fini, con l’ex Cavaliere unico sopravvissuto della stagione cosiddetta della seconda repubblica. 

Una revisione riveduta e corretta, ma forse sarebbe meglio dire aggiornata, della coalizione Pdl – Lega che nel 2008 riportò il centrodestra alla vittoria e Berlusconi a Palazzo Chigi. 
Salvini dunque al posto di Bossi e la Meloni al posto di Fini? 
Di certo appare subito evidente come la strategia di Salvini negli ultimi tempi abbia subito una sensibile inversione di marcia. Basta lepenismo estremo, basta simbiosi con CasaPound ed altre formazioni dell’estrema destra, basta anti-berlusconismo da destra, ritorno al passato, o se preferite “ritorno ad Arcore”. 

Un cambio di marcia che, secondo i rumor sarebbe determinato dalle divergenze emerse negli ultimi tempi all’interno del Carroccio con l’anima cosiddetta istituzionale capitanata dai governatori di Lombardia e Veneto Roberto Maroni e Giancarlo Galan. I quali da tempo sono impegnati alla ricostituzione del centrodestra con l’obiettivo di rimettere insieme i cocci dell’ex Casa della Libertà in occasione delle comunali di Milano e Roma. 
Un'anima istituzionale che ha mal sopportato in questi mesi i toni barricaderi ed isolazionisti del Carroccio, convinti che un partito di lotta e di protesta non possa in nessun modo essere scisso dall'aspirazione di governo; un'aspirazione non raggiungibile inseguendo gli estremismi di destra e chiudendo le porte alla collaborazione con i vecchi alleati. 

E così ecco che dalla rottamazione di Berlusconi che ha ispirato il Salvini prima maniera convinto che l’ex Cavaliere non potesse essere il leader adatto per tornare a vincere, il secondo Salvini, oltre a non sentirsi imbarazzato dalla presenza del leader azzurro alla manifestazione di Bologna, non sembra infastidito più di tanto nemmeno del fatto che proprio l’ex Premier abbia già indicato i punti principali del nuovo programma di governo concordato con Salvini e con la Meloni.  Programma che Berlusconi  ha illustrato nel nuovo libro di Bruno vespa 'Donne d'Italia' in uscita giovedì 5 novembre da Mondadori Rai Eri.  

Su Milano si cerca un candidato forzista gradito alla Lega mentre a Roma resta in pista l'ipotesi Giorgia Meloni, anche se in Forza Italia c'è una nutrita componente che starebbe lavorando sulla candidatura a sindaco di Alfio Marchini. 

Intanto il paventato timore di larga parte degli azzurri di ritrovarsi in un partito balcanizzato da Salvini, si sta facendo strada la prospettiva di un Carroccio nuovamente berlusconizzato. Non è un case se l'ex minisatro Nunzia de Girolamo tornata armi e bagagli in Forza Italia in un'intervista abbia invitato gli azzurri a non avere "paura di Salvini". 

Non sarà che alla fine questo "fritto misto" al sapore di leghismo annacquato non farà che favorire Renzi e il Pd?
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