Bari come Napoli: immigrato sventa rapina, ma si salva

02 novembre 2015, Andrea De Angelis
Bari come Napoli: immigrato sventa rapina, ma si salva
A Napoli finì in tragedia
, questa volta invece siamo davanti a un lieto fine. Ieri come oggi al centro finisce un immigrato che ha trovato il coraggio di sventare una rapina, nonostante l'imminente pericolo. Della serie: poteva benissimo defilarsi anziché intervenire. Invece ha deciso di optare per la seconda, scomoda ed eroica scelta. 

È stato un cittadino nigeriano a consentire l'arresto di un rapinatore che l'altra sera aveva puntato un coltello alla gola del cassiere di un supermercato in via Mezzina, a Molfetta, in provincia di Bari. Il malvivente, un romeno di 43 anni, è entrato nel negozio, ha fatto un giro e ha prelevato merce dagli scaffali infilandola in un borsone che portava a tracolla. Quindi, giunto alle casse, ha cercato di uscire dal varco senza acquisti, ma è stato bloccato dal cassiere. A questo punto, vistosi scoperto, ha estratto dalle tasche un coltello a serramanico e lo ha puntato alla gola della vittima.
In difesa di quest'ultima è intervenuto un giovane nigeriano, che sostava vicino al negozio per aiutare i clienti nel trasporto della spesa. Si è scatenata una colluttazione terminata grazie all'intervento di una pattuglia dei carabinieri, che sono riusciti a disarmare l'aggressore: per l'uomo sono scattate le manette. Su disposizione della Procura della Repubblica di Trani è stato portato in carcere: dovrà difendersi dall'accusa di rapina aggravata. La merce, del valore di circa 70 euro, è stata restituita al proprietario.

Bari come Napoli: immigrato sventa rapina, ma si salva
Due mesi fa, invece, andò diversamente in provincia di Napoli.
Aveva appena terminato di fare la spesa al supermarket vicino casa, insieme a sua figlia di quasi due anni: la più piccola dei suoi tre figli. Ha notato i criminali puntare le pistole contro gli addetti alle casse, non ha esitato un attimo: ha lasciato la piccola e il carrello per tornare indietro e cercare di bloccare i malviventi. A Castello di Cisterna in provincia di Napoli, Anatolij Korov si è avventato su uno dei rapinatori. Lo ha disarmato e bloccato a terra. Il complice è intervenuto pistola in pugno – a distanza ravvicinata – esplodendo contro l'uomo disarmato numerosi proiettili. Anatolij Korov è stato centrato al petto e a una gamba. Pochi istanti – privo di vita – stramazzato davanti alle casse, in una pozza di sangue. Un’esecuzione di morte avvenuta sotto lo sguardo della figlioletta, di alcuni clienti e del personale del discount. Qualcuno ha tentato di soccorrere e aiutare Korov ma è stato inutile.
Abitava da diversi anni a Castello di Cisterna, aveva un regolare permesso di soggiorno, lavorava e amava la sua famiglia. Questa era la vita che Anatolij Korov con la moglie avevano scelto lontano dal suo Paese. Il suo sogno era vivere in Italia, a Castello di Cisterna per costruire un futuro diverso per i suoi tre figli. Allevarli nell’esempio di una vita vissuta nel rispetto delle regole contro le ingiustizie. E nella solidarietà che fa rima con eroismo



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