E' morto Guenter Schaboswki,il portavoce della Germania dell'Est più celebre per la sua gaffe

02 novembre 2015, Americo Mascarucci
E' morto Guenter Schaboswki,il portavoce della Germania dell'Est più celebre per la sua gaffe
Se ne è andato all’età di 86 anni e la sua morte è passata quasi inosservata. 

Sembra un paradosso eppure in pochi oggi si ricordano o sanno chi era Guenter Schaboswki, funzionario della Germania comunista dell’Est, un uomo che ha fatto la storia, quella vera, destinata a cambiare le sorti del mondo.

Un paradosso perché, proprio questo arcigno burocrate dell’ex repubblica socialista tedesca, ha creato le condizioni per l’abbattimento del muro di Berlino. 
Non prendendo in mano il piccone e mettendosi a demolire pezzo dopo pezzo il simbolo della divisione del mondo in due blocchi contrapposti, ma con una semplice gaffe, pronunciata nel 1989 nel corso di una conferenza stampa. 

Erano i giorni caldi della crisi dei regimi dell’Est europeo e il governo della Germania orientale, per contenere le proteste dei cittadini, aveva deciso di limitare le restrizioni che impedivano ai propri abitanti di riversarsi verso Occidente. 

Schaboswki, che era portavoce del governo di Berlino Est, fu mandato davanti alla stampa proprio per illustrare la novità. 

Tuttavia di fronte alle pressanti domande dei giornalisti e non essendo stato forse preparato a dovere, il funzionario dichiarò che le restrizioni di viaggio per i residenti di Berlino est erano state sospese. L’informazione in realtà era falsa, ma i cittadini della Germania comunista la presero per buona ed in massa si riversarono al di là del muro per raggiungere l’Occidente. 

La Polizia di frontiera non era stata avvisata e quindi non seppe far fronte all'invasione da parte delle migliaia di persone che corsero ad oltrepassare il muro. 
Il governo aveva sì deciso di limitare le restrizioni ma gradualmente, e senza favorire alcuna fuga di massa. 
L’esodo di migliaia di residenti della Germania dell’Est verso l’Ovest agevolò così la caduta del Muro. 

Schaboswki si trovò talmente subissato di domande che ad un certo punto andò nel pallone e di fronte all'incapacità di spiegare realmente come stavano le cose si lasciò scappare quella frase, apparentemente insignificante, ma dagli esiti devastanti. 

Fu un fatto storico che scatenò anche una vera e propria "guerra fra giornalisti" per accaparrarsi il primato della domanda da cui sarebbe scaturita la gaffe. 

Per molti sarebbe stata posta dal corrispondente italiano dell'Ansa Riccardo Ehrman, per altri invece si sarebbe trattato del tedesco Peter Brinkmann, entrambi seduti in prima fila. Secondo alcuni storici e testimoni presenti in sala stampa sarebbe stato invece l'americano della NBC Tom Brokaw.
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