Dossier ddl Stabilità: taglio Tasi danneggia i comuni, e non solo

02 novembre 2015, Luca Lippi
Dossier ddl Stabilità: taglio Tasi danneggia i comuni, e non solo
La legge di stabilità ha previsto di aumentare il fondo di solidarietà comunale allo scopo di non creare un danno ai comuni derivante dal minor gettito a seguito del taglio della Tasi per le prime case (esclusi appartamenti di lusso, ville e castelli) e l’Imu sui terreni agricoli. Il provvedimento, che nel frattempo è al vaglio dei tecnici del parlamento, pare sia stato oggetto di addebiti da parte del Servizio Bilancio di Camera e Senato che sull’argomento si esprime ufficialmente così: “limita la possibilità di manovra dei Comuni … può determinare un irrigidimento dei bilanci comunali in quanto limita la possibilità di manovra dei Comuni a valere sulle proprie entrate a scapito della voce maggiormente rigida e fissa del fondo in esame”.

In realtà il dossier in oggetto valuta tutta una serie di criticità per quanto riguarda la certezza delle entrate (a copertura) per specifiche voci scritte nel ddl Stabilità, le medesime incertezze che sono state sollevate da alcuni media e anche da noi. Tant’è che nella nota del Servizio Bilancio di Camera e Senato leggiamo anche: “verificare se sia tenuto conto dell’impatto sul gettito atteso di eventuali contenziosi in relazione a incertezze applicative che potrebbero derivare dalla nuova presunzione legale di possesso di apparecchio televisivo e dagli obblighi posti a carico di soggetti privati e non privi di rilevanza economica”. In sostanza i tecnici del Parlamento chiedono se sono state verificate con oculatezza tutte le opzioni (inclusa l’evasione) per accertare il gettito atteso dall’operazione del canone Rai nella bolletta elettrica, non c’è nessun dubbio che i neo responsabili della riscossione possano ottemperare alla funzione imposta, ma forse (causa il mercato libero) non tutte le aziende potrebbero far convogliare le entrate con sollecitudine nelle casse preposte.

Non ultimo, e comprensibile, il tema sollevato riguardo la poca chiarezza nella formulazione complessiva della misura soprattutto nella parte riguardante la destinazione di parte del montante raccolto, più precisamente il Servizio Bilancio di Camera e Senato chiede come il ddl Stabilità: “attribuisce le quote delle entrate del canone di abbonamento già destinate dalla legislazione vigente a specifiche finalità sulla base dell’ammontare delle predette somme iscritte nel bilancio di previsione per l’anno 2016”, la conclusione del documento è piuttosto esplicita: “appare opportuno sia al fine di escludere conseguenze pregiudizievoli per l’erario per l’eventualità in cui nell’esercizio 2016 si registrino minori entrate a titolo di canone sia al fine di evitare che il nuovo criterio di imputazione per gli esercizi futuri, in relazione alla destinazione di minori somme rispetto allo stanziamento per l’anno 2016. Non sia in grado di assicurare adeguatamente la copertura degli oneri a cui il canone è destinato dalla legge”.

In conclusione, appare confortante che il dubbio sulle coperture sia condiviso trasversalmente; aspettiamo risposte concrete dal governo, noi seguiamo perché la questione è piuttosto importante.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]