Il mistero dell’aereo metrojet tra bufale e falsi video. Cosa non torna

02 novembre 2015, intelligo
Il mistero dell’aereo metrojet tra bufale e falsi video. Cosa non torna
di Anna Paratore 

L’unica cosa certa della tragedia del volo A-321 della compagnia russa Kogalymavia caduto sul Sinai sabato mattina poco dopo essere decollato da Sharm el Sheikh alla volta di San Pietroburgo, è che le immagini diffuse dall’Isis dove si vede un aereo di linea colpito in coda da un missile terra aria, sono false.

Un breve filmato era stato diffuso dagli uomini del Califfato Islamico a poche ore dall’incidente che ha visto l’Airbus 330 schiantarsi al suolo con il suo carico umano di 224 tra passeggeri ed equipaggio senza che nessuno di loro sia potuto sfuggire a un terribile destino. In realtà, analizzate da specialisti, le immagini risultano chiaramente contraffatte, senza considerare che l’Isis non possiede la tecnologia militare che potrebbe permettere di abbattere aerei già in quota da crociera, addirittura sopra i 9000 metri d’altezza. Il comunicato dei terroristi, riportato da Tgcom24, recita: “Imparino i russi e chi si scontra con noi, che non esiste alcun luogo sicuro nella terra dei musulmani, né sulla terra né sul cielo e che ci sono decine di vittime nella terra del Levante per i vostri bombardamenti, che saranno la causa delle vostre disgrazie future. Noi vi uccideremo, come voi ci uccidete. Allah è sovrano, ma la maggior parte della gente non capisce".

L’Isis ha perciò tentato di accreditarsi l’abbattimento dell’aereo in risposta all’intervento russo in Siria, ma in realtà la causa più probabile della tragedia è un guasto tecnico, visto che tra l’altro in quel momento le condizioni meteorologiche sul Sinai erano ottime. L’Airbus A-321, volo 9268 della Kogalymavia, meglio nota come Metrojet, era decollato da Sharm el-Sheikh alle prime luci dell’alba ed è scomparso dai radar dopo soli 23 minuti di volo, alle 06.20 ora locale. Il luogo dello schianto, prontamente individuato, si trova nella parte settentrionale del Sinai, a circa 300 chilometri da Sharm el-Sheikh e nei pressi della cittadina di Housna. 

Nonostante si tratti di una zona piuttosto montagnosa e abbastanza impervia, i soccorsi sono arrivati in modo tempestivo. In queste ultime ore sono stati recuperati 129 corpi trasferiti al Cairo, di cui 34 presso l’obitorio ufficiale di Zeinhom dove con tutta probabilità verranno ricomposti prima di essere rimpatriati.  L’aeromobile in questione era entrato in servizio oltre 18 anni fa, nel 1997, con la compagnia libanese Mea. Era poi stato ceduto alla compagnia turca Onur Air nel 2003, e successivamente alla Saudi Arabia Airlines alla fine del 2007 per poi tornare alla Onur Air nel 2008. Infine era stato venduto ai russi della Kogalymavia nel 2012.

Vi sono versioni contrastanti sugli ultimi momenti del volo. Un canale di notizie statale, in Russia, ha fatto sapere che il pilota avrebbe segnalato problemi tecnici e richiesto un atterraggio di emergenza. Anche il sito web russo FlightRadar 24, sostiene che l’aereo avrebbe iniziato una discesa a 1.800 metri al minuto prima di perdere i contatti. Queste dichiarazioni, però, non sono state confermate dall’aviazione civile egiziana né dalle autorità le quali, tra l’altro, hanno rilasciato un comunicato in cui si dice che l’aereo è scomparso dai radar senza avere prima segnalato niente di anomalo.

Scene di disperazione all’aeroporto di San Pietroburgo dove il volo era atteso. La compagnia proprietaria dell’aeromobile, ha distribuito una prima lista passeggeri in cui figurano almeno 27 tra bambini e giovanissimi, tutti morti nello schianto. 
Sebbene, come già detto, le autorità tenderebbero ad escludere un attentato come causa dell’incidente, sia l’Air France che la Lufthansa, hanno deciso di modificare le loro rotte per evitare di sorvolare il Sinai.

autore / intelligo
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