Nuovo Vatileaks, Sarubbi: "Il Papa consigliato male, ma non farà sconti a nessuno"

02 novembre 2015, Lucia Bigozzi
Nuovo Vatileaks, Sarubbi: 'Il Papa consigliato male, ma non farà sconti a nessuno'
“Vivo un conflitto di interessi, da giornalista e da cristiano: c’è qualcuno che fa i propri interessi, non quelli della Chiesa”. “Il papa che non fa sconti a nessuno, se la vedrà direttamente con chi gli ha consigliato queste persone”. Due passaggi del ragionamento che Andrea Sarubbi, giornalista, articola nella conversazione con Intelligonews sulla vicenda dei “corvi” in Vaticano. 

Cosa pensa del nuovo Vatileaks?

«La cosa che per certi aspetti mi fa un po’ sorridere è che anche in Vaticano la giustizia umana e la giustizia divina sono cose molto separate, nel senso che pure per il caso del cameriere di papa benedetto XVI c’è stato un arresto e lui qualche giornetto in gattabuia se l’è fatto; poi è arrivata la grazia sulla scorta del pentimento della persona. E’ giusto che vi sia una giustizia interna ed è bello quando funziona, perché in passato ci sono stati casi ancora irrisolti come ad esempio la vicenda della morte di una guardia svizzera rispetto alla quale non si ancora saputo cosa realmente accadde. Con Vatileaks abbiamo una giustizia vaticana che tenta di andare a fondo e fare chiarezza; quindi anche in questo caso ci sono state indagini condotte in silenzio che poi hanno portato alle notizie che oggi leggiamo sui quotidiani online e le agenzie di stampa»

Che roba è? 

«Io ho un conflitto di interessi».

Cioè?

«Da un lato sono giornalista e dall’altro sono un cristiano. Come giornalista sono sempre molto contento quando esce fuori una verità nascosta; come cristiano soffro molto quando queste verità vengono a galla. Mi sono letto 'Vaticano Spa' di Nuzzi e da giornalista pensavo: bravo Nuzzi. Dall’altro lato, invece, mi interrogavo cristianamente sul come fosse possibile che queste notizie anziché spiattellarle all’esterno non fossero utilizzate per cambiare le cose dall’interno. Secondo me, c’è qualcuno che fa i propri interessi e non quelli della Chiesa, questo è evidente. E questo molto spesso avviene alle spalle del papa. Il punto è che il papa è un “monarca” assoluto che deve occuparsi della cura delle anime dell’ultimo aborigeno australiano e contemporaneamente di scontrini: è un’impresa fuori natura umana. E’ chiaro che il papa si organizza per deleghe. Faccio un esempio: quando un papa arriva in Vaticano, il suo primo pensiero non è quello di Obama, ovvero portarsi uno staff di professionisti; no, il primo pensiero del papa è cosa dico ai fedeli, qual è il messaggio pastorale. Il problema è che ci si fida delle persone che ci sono, le quali a loro volta si sono fidate di quelle che c’erano prima di loro: in questo meccanismo basta che si infili una mela marcia per creare caoa. In Vaticano molti rapporti professionali si basano sulla fiducia tra le persone. Faccio un esempio…».

Prego.

«I giornalisti di Radio Vaticana, dove ho lavorato per molti anni, sono ottimi professionisti che potrebbero lavorare nelle migliori redazioni della Rai ma il motivo per cui restano al loro posto non è solo per l'elevata professionalità ma anche perché sono persone serie di cui ci si fida. In altre parole, il criterio del Vaticano non è quello di un’azienda né quello della politica, per cui quando in questo meccanismo si inserisce qualcosa di anomalo, rischia di saltare un po’ tutto»

C’è chi sostiene che seppure inconsapevolmente, Bergoglio si è ‘scelto’ due corvi. Forse dovrebbe dimettere chi lo ha consigliato i due nomi?

«Penso che il papa se la vedrà direttamente con le persone che gli hanno indicato i due nomi, anche perché Francesco non è uno che fa sconti, anzi: è possibile che rotolino altre teste. Questo papa finora ha sostanzialmente rotto il sistema delle cordate che in passato si era in qualche modo strutturato. Ricordo che con il pontificato di Giovanni Paolo II per i polacchi era un po’ più facile entrare in Vaticano; poi ci sono stati altri momenti in cui altre realtà ecclesiali hanno portato i loro rappresentanti. Questo papa, siccome è un gesuita e fondamentalmente i gesuiti sono persone estremamente razionali che si fanno uno scrupolo in più del necessario, è portato a valorizzare i migliori; quindi immagino che sia fidato di chi gli ha consigliato questi nomi. Anche perché il papa ha ben altro a cui pensare».

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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