Annone, dopo la morte choc ripreso il traffico quotidiano: ma è polemica

02 novembre 2016 ore 16:59, Micaela Del Monte
Il crollo, la morte, lo scaricabarile e ora la riapertura non senza polemiche. E' ritornata attiva la statale 36 ‘del lago di Como e dello Spluga’  in entrambe le direzioni, in corrispondenza del km 41,000, nel territorio comunale di Annone Brianza in provincia di Lecco. Si sono concluse le operazioni di rimozione del cavalcavia crollato e le attività di ripristino della pavimentazione che era stata danneggiata dal crollo.

A darne notizia è stata l’Anas che già da domenica sera aveva preventivato la possibile riapertura entro la notte del 31 ottobre. La strada è stata riaperta alle 19.15 in direzione sud e si è atteso dopo le 20 per la riapertura della carreggiata in direzione Lecco. “Da venerdì sera uomini e mezzi dell’Anas – spiegano dall’ente gestore della statale – hanno lavorato ininterrottamente con i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine per le operazioni di rimozione delle macerie del cavalcavia crollato e per le successive attività di ripristino del manto stradale e delle barriere di sicurezza danneggiati dal crollo per consentire la ripresa della normale transitabilità in piena sicurezza”.

Annone, dopo la morte choc ripreso il traffico quotidiano: ma è polemica
La chiusura della superstrada a seguito del cedimento del ponte di Annone, avvenuto nel pomeriggio di venerdì, aveva infatti causato non pochi problemi alla circolazione stradale, con i mezzi che, impossibilitata a procedere lungo l'arteria principale, si erano riversati sulle altre principali vie di collegamento tra il territorio oggionese, erbese e la città di Lecco. Scongiurati dunque eventuali disagi dovuti al controesodo: la tempestiva riapertura della superstrada è stata garantita anche in vista del rientro dei vacanzieri che hanno approfittato del ponte lungo di Ognissanti. Se la situazione dal punto di vista viabilistico è tornata alla normalità ma resta evidente la ferita lasciata dal cedimento del cavalcavia che collegava la zona della Poncia di Annone, a Cesana Brianza. Un vuoto ben visibile a coloro che si trovano a transitare lungo la superstrada 36: di quella struttura improvvisamente crollata al suolo - travolgendo l'Audi sulla quale viaggiava il civatese Claudio Bertini e le auto di altri automobilisti usciti miracolosamente illesi da quel drammatico incidente - non restano che i piloni di sostegno laterali, protetti da barriere di cantiere in cemento, per impedire il passaggio di eventuali mezzi o pedoni in transito. 

In tanti in questi giorni si stanno chiedendo se quel mezzo avrebbe potuto o meno transitare lungo la strada provinciale 49, in prossimità di quel cavalcavia. Si trattava infatti di un trasporto eccezionale che, a detta della Nicoli, viaggiava munito di un'autorizzazione rilasciata dall'amministrazione provinciale di Bergamo. Nessun cartello con limiti di peso del resto, era presente all'imbocco del cavalcavia, così come sul posto non vi era traccia di alcun cantoniere di Anas o responsabile della Provincia di Lecco, o delle forze dell'ordine, per limitare il transito dei mezzi, considerando i pericolosi segnali di cedimento lanciati dal ponte stesso già dalle ore 13 di quel pomeriggio. Sarà dunque l'inchiesta affidata al procuratore capo Antonio Chiappani e al sostituto Nicola Preteroti a fare piena luce sulle eventuali responsabilità di quanto accaduto, per dare una risposta ai quesiti che in tanti si sono posti in questi giorni. Resta qindi il dubbio sulla possibilità di evitare la tragedia.
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