Nuoro, fucili e cappucci: CC sventano ennessimo assalto choc a portavalori

02 novembre 2016 ore 11:43, Micaela Del Monte
L'ennesimo assalto ad un portavalori nel giro di pochi giorni. Dopo Rho-Monza e Treviso è stato il turno della Sardegna che ha dovuto fare i conti con l'attacco, poi sventato, ad un blindato della Vigilpol sulla 131 Dcn Nuoro-Abbasanta, al bivio di Oniferi. Gli incappucciati (ancora non è chiaro quanti fossero) erano armati fino ai denti e hanno esploso sette colpi sul mezzo carico di denaro per costringere il vigilante a consegnare tutto. Prima hanno sbarrato la strada con una Volkswagen Golf e seminato di chiodi l’asfalto per impedire l’arrivo di altre macchine.  
 
Ciò che i rapinatori non avevano messo in conto è l’arrivo di un mezzo dei carabinieri, un furgone che passava sulla 131 solo per caso. Ma in quel momento è scoppiato l’inferno perché i banditi hanno puntato il loro fucili automatici anche contro il mezzo dell’arma.  A quel punto si sono dati alla fuga a mani vuote e nel giro di pochi minuti in mezza Sardegna è scattata la caccia all’uomo. Altri complici, appostati nei pressi del cavalcavia della strada per Oniferi, hanno bloccato una ragazza a bordo di una Nissan Qashqai utilizzando poi la sua auto per sbarrare la strada ad eventuali inseguitori.
La Statale 131 è chiusa al traffico in entrambe le direzioni e decine di auto della polizia e dei carabinieri (supportate anche da due elicotteri) tentano di fermare la fuga del comando. Un'auto sospetta è stata intercettata dagli uomini dell'Arma a un chilometro dal luogo della prima sparatoria e sarebbe nato un altro conflitto a fuoco.
Nuoro, fucili e cappucci: CC sventano ennessimo assalto choc a portavalori
Drammatico il racconto dei testimoni. "Sulla 131 dcn, recandomi a Nuoro con mio fratello, supero un portavalori, discutiamo su un particolare tecnico di quel furgone - ha scritto su Facebook Roberto Virdis -. Poco prima del bivio di Oniferi, scorgo un camion posto di traverso e subito dopo sento degli spari di mitra. Suoni inconfondibili. Ci troviamo nel mezzo di un conflitto a fuoco tra carabinieri e dei rapinatori".

E continua: "La scena è impressionante. Faccio subito retromarcia, stando attento alle auto che sarebbero sopraggiunte da dietro. Arriva il furgone portavalori che avevo superato poco prima, accosto sul bordo della strada mentre arrivano altre auto. Il furgone mi supera, gli spari si fanno sempre più vicini e sordi. Bruno, con la sua esperienza, mi dice di mettere le mani sul volante, farle vedere. Gli spari continuano. Vedo dallo specchietto i rapinatori, con il volto coperto da dei passamontagna, che si avvicinano. Armati di fucile a pompa e mitra continuano a sparare. Passano a 50 cm da me. Vanno verso il furgone, verso i carabinieri. Mi abbasso tenendo le mani ferme sul volante. Tornano indietro, con passo spedito. Ripassano vicini. L'auto che avevano, una Golf grigia, prosegue tornando indietro e senza occupanti, la sua marcia in folle strisciando la fiancata su guard-rail. Si ferma a pochi metri da noi. Nel frattempo seguo l'altra scena dallo specchietto retrovisore. Fanno scendere l'occupante di una vecchia punto bianca, che, con le mani alzate resta fermo osservando i tre banditi fare inversione di marcia e scappare. Sono stati attimi di tensione, ho avuto paura. Sedici anni fa ero teso, ma non come oggi".
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