Le Pen Vs Parlamento Ue per 340mila euro da ridare: "Attacco politico"

02 novembre 2016 ore 14:54, Americo Mascarucci
Il Parlamento Europeo ha chiesto indietro a Marine Le Pen – europarlamentare e leader del Front National, partito francese di destra radicale – 339mila euro, che secondo l’accusa sarebbero stati usati da Le Pen per scopi diversi dai lavori parlamentari. 
Il Guardian spiega infatti che 339mila euro è la somma totale percepita da due suoi ex assistenti – Catherine Griset e Thierry Légier – che formalmente erano assunti dal Parlamento Europeo, ma in pratica non si sarebbero occupati dei lavori parlamentari come previsto dal contratto. 
Klaus Welle, segretario generale del parlamento, aveva scritto a Le Pen nel mese di settembre chiedendo la prova che i suoi assistenti rispettassero i termini del loro rapporto di lavoro. A Le Pen era stato dato un mese per rispondere, ma pare non sia mai giunta rispost da parte sua. 
Le Pen Vs Parlamento Ue per 340mila euro da ridare: 'Attacco politico'
L’avvocato di Marine Le Pen, Marcel Ceccaldi, sostiene che "è impossibile separare il lavoro di assistente di un deputato europeo dalle sua attività di presidente di un grande partito politico. Le questioni europee e i temi sociali francesi, come i flussi migratori o lo spazio Schengen, sono intimamente legati". 

La leader del Front National per adesso non è intervenuta in prima persona, ma lo ha fatto per lei il vice Florian Philippot, che ha denunciato "l’arbitrarietà dell’Unione europea nel chiedere il rimborso a Marine Le Pen e dare allo stesso tempo il via libera all’ex presidente della Commissione José Manuel Barroso per il suo nuovo lavoro alla banca d’affari Goldman Sachs".
Anche Jean-Marie Le Pen è stato colpito da un’azione dell’organismo anti-frode: nel giugno scorso gli sono stati chiesti indietro 320 mila euro. 
"Si tratta di un'azione che si propone di mettere a tacere coloro che criticano il funzionamento dell'Unione europea - ha detto il legale di Marine - È una mossa politicamente motivata, e abbiamo intenzione di combattere, facendone un caso globale contro il parlamento e le istituzioni europee, che hanno oltrepassato il loro potere". 
Tre altri eurodeputati, Sophie Montel, Dominique Bilde e Mylène Troszczynski, - sono stati sottoposti alle procedure per recuperare i fondi legati al presunto uso improprio di assistenti parlamentari. 
A loro sono stati chiesti 50mila euro. 
Secondo il legale, il parlamento potrebbe requisire più della metà dello stipendio di Le Pen per recuperare il denaro. 
Si tratterebbe di un duro colpo finanziario per la leader di un partito che è a corto di liquidi e sta lottando per finanziare la campagna presidenziale del 2017

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