GranoSalus, dal Sud un “giacimento d'oro di pasta, non pericolosa né contaminata”

02 novembre 2016 ore 14:09, intelligo
di Stefano Ursi

Produzione locale e globale, importazione di generi alimentari dall'estero e valorizzazione delle identità ed eccellenze locali. Per l'economia e soprattutto la salute. Di questo IntelligoNews ha parlato con Saverio de Bonis e Giuseppe Montanarella, rispettivamente presidente e collaboratore dell'associazione GranoSalus.

Qual è l'obiettivo di GranoSalus? Quale l'idea di fondo della vostra battaglia?

“Noi vogliamo far capire che il tema della salute dei cibi, partendo dal pane, dalla pasta e dal grano è un tema che nello scenario nazionale vede impegnati principalmente gli agricoltori a fianco dei consumatori. Con la commercializzazione globale dei cibi, non tutti gli standard qualitativi sono rispondenti alle esigenze dei nostri consumatori. Ci troviamo spesso davanti a livelli di contaminazione superiori e siamo allarmati perché i consumatori italiani, essendone all'oscuro, rischiano di mangiare una pasta che spesso contiene elementi pericolosi per la propria salute. Dobbiamo far capire al consumatore cosa è il made in Italy, il grano italiano e quale sia la differenza con quelli che arrivano da fuori. Esiste poi uno scollamento del mercato di riferimento, in quanto a prezzi, e ciò va a discapito della qualità del grano italiano, che è migliore rispetto a quelli internazionali: questi squilibri di mercato, che va modificato e riformato, devono essere eliminati”.

La sfida dunque è affinché si torni al locale, più improntato sulle esigenze dei consumatori?

“La produzione locale, ci lasci dire, soprattutto meridionale, è esente da qualsiasi agente contaminante perché nel nostro clima ci sono degli alleati che ci difendono da questi agenti. E di ciò, purtroppo, il Paese ancora non ha preso piena coscienza, nonostante vari studi attestino la realtà dei fatti. Il Sud Italia è un giacimento d'oro per il grano duro ma l'Italia si preoccupa, forse giustamente, solo dell'aspetto pasta come made in Italy all'estero ma ha trascurato la strategicità della materia prima, ovvero il grano. Non si può poi dimenticare che a Bruxelles si fanno delle leggi concepite solo per chi consuma cinque kg di pasta e si stabilisce che il consumatore possa assorbire un microgrammo al giorno per ogni kg di di peso corporeo queste sostanze. Ma in realtà, quei limiti diventano più elevati per il consumatore italiano. Che consuma più pasta, fino a 30 kg al Sud: la norma dunque non è tarata al consumatore italiano e noi chiediamo che sia rivista e aggiornata proprio per garantire i consumatori italiani e meridionali, in virtù del loro maggiore consumo di pasta”.

Valorizzare la produzione italiana e quella locale del Sud, dunque, come obiettivo?

GranoSalus, dal Sud un “giacimento d'oro di pasta, non pericolosa né contaminata”
“Perché andare a prendere per poi consumare grano prodotto in altre parti del mondo se la Puglia, ad esempio, è un territorio da sempre vocato a questo? Se abbiamo in casa nostra un antico granaio? Restituire dignità ai territori e all'economia nazionale, ma anche e soprattutto salute e in maniera indiretta riduzione del budget sanitario dello Stato. I nostri grani sono nutraceutici, oltre che nutrire curano l'organismo”.

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]