Polemiche consacrazione Socci, Veneziani: "Lui coerente. Ormai il cattolico deve scusarsi col mondo"

02 novembre 2016 ore 16:47, Micaela Del Monte
Antonio Socci sul suo profilo Facebook ha chiesto la consacrazione dell'Italia chiedendo di metterla sotto il patrocinio della Madonna dopo aver ricordato a tutti chi fosse Lutero, un “divisore della cristianità”, mentre San Benedetto da Norcia era il “patrono d’Europa”. Sui social è scoppiata la polemica e IntelligoNews ha contattato Marcello Veneziani, intellettuale, giornalista e scrittore per commentare la bufera social e parlare della libertà ma anche dell'identità cristiana.

Polemiche consacrazione Socci, Veneziani: 'Lui coerente. Ormai il cattolico deve scusarsi col mondo'
Socci parlando e criticando la visita del Papa a Lutero ha colto l'occasione per invocare il patrocinio della Madonna per l'Italia e sui social è scoppiato lo scandalo. Coglie una sorta di dittatura rovesciata, con i cattolici ormai preda della gogna mediatica? 

"Credo che un Cristiano credente e Cattolico come Socci abbia tutto il diritto di farlo. E' coerente con una professione di fede e non capisco perché meravigliarsi. Sembra come se il Cattolico debba sempre in qualche modo sentirsi in difetto con il mondo e se qualcuno prova ad esercitare il suo ruolo di credente viene considerato un primitivo. Esprimere un giudizio critico e negativo sul Papa che va a celebrare 500 anni della riforma protestante poi, mi sembra una cosa più che legittima. Da una parte c'è l'autorità di un Pontefice che va rispettata, ma dall'altra c'è l'autorità di mezzo millennio di storia Cattolica, della Chiesa, di decine di Papi che si sono espressi in tal senso".

Dai social sono arrivate a Socci anche richieste di dimissioni dalla scuola di giornalismo di Perugia che dirige. E' la condanna della mannaia politicamente corretta?

"Il problema è che i social non sono indicativi di niente, è soltanto un pettegolezzo di piazza e non ha nessuna autorità e nessuna legittimità. E' solo una vox populi e lascia il tempo che trova. Mi preoccuperebbe di più se ci fosse l'intervento di una figura autorevole. Finché sono i social a condannare non è un problema, è uno dei pochi punti su cui sono d'accordo con Umberto Eco". 

In questo momento storico i cattolici hanno perso la battaglia delle parole e delle idee se soggiaciono al linguaggio imposto dal laicismo?

"Siamo all'elevazione del soggettivismo a norma generale e ognuno si sente autorizzato, nel nome malinteso della democrazia, a esercitare la sua "sacra" opinione, ma il cattolico non può".
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]