Consacrazione Italia, social Vs Socci. Parla il sociologo Bovalino: "Non è un caso"

02 novembre 2016 ore 17:18, Andrea De Angelis
"Bergoglio dovrebbe consacrare l'Italia mettendola sotto il patrocinio della Madonna". Così il giornalista Socci sui social durante la visita di Papa Francesco in Svezia. Una richiesta che, unita alla critica contro il viaggio del Pontefice "da Lutero", ha scatenato un'ondata di attacchi contro il giornalista. Ma cosa c'è di scandaloso nel chiedere il patrocinio della Madonna? IntelligoNews lo ha chiesto al sociologo Guerino Nuccio Bovalino...

Socci chiede che l'Italia venga messa sotto il patrocinio della Madonna, con riferimento al terremoto del Centro Italia. Pioggia di insulti sui social, c'è chi grida allo scandalo e chi gli chiede di lasciare la carica di direttore della scuola di giornalismo di Perugia. Vede anche lei questo scandalo o è legittima una simile richiesta?
"Non c'è nulla di scandaloso. Il problema è che la secolarizzazione, quindi la messa al bando della tematica religiosa come collante della società, porta a giudicare in maniera negativa le parole di Socci. Un'analisi di psicologia sociale di questo contesto mostra la paura, il tentativo di rimozione di un evento come il terremoto. Il fatto di non poter gestire a livello scientifico tali fenomeni porterebbe a uno stato di criticità individuale, patologico e il rifugio è proprio nella religione e nella preghiera". 

Consacrazione Italia, social Vs Socci. Parla il sociologo Bovalino: 'Non è un caso'

Viene subito in mente l'immagine di Norcia, donne e uomini inginocchiati in preghiera al centro della piazza pochi minuti dopo il sisma. 
"Quella è un'immagine fortissima. Ma per chi appartiene a una società secolarizzata questa è una sorta di resa del mondo moderno. Una resa che deve fare alla vera essenza della società che è fatta di fatalità, di misticismo, di una visione che non è controllabile tecnologicamente. Nel terremoto e in una risposta religiosa ad esso viene meno quella certezza di poter controllare il progresso in modo unidirezionale, la vita sfugge di mano e si comprende che vi è una forza naturale che non appartiene all'uomo e dunque non può essere gestito". 

Il termine religione, da religio e dunque "legare insieme", è come se con il terremoto tornasse a legare insieme una società che invece vuole slegarsi da essa?
"Esatto. Il fatto che la rete attacchi Socci non è un caso. Quello è un mondo in cui gli individui vivono in uno stato di fluidità, mentre la religione è legata ad un concetto che in quanto mistico è ultraterreno. Il simbolo di questo terremoto è stata la facciata della basilica rimasta in piedi. Lo è soprattutto perché richiama la pietra angolare di Pietro".

Non le sembra che verso le altre religioni ci sia più rispetto e tolleranza, mi riferisco a tradizioni e usanze, mentre verso la religione principale del Paese, in termine di storia e numeri, ci sia un atteggiamento più spietato? Ci sono due trattamenti diversi?
"Da un punto di vista macrosociale si spiega con quel senso di colpa ancora vivo dell'Occidente. Basti pensare ai dibattiti che ci furono per le radici cristiane dell'Europa. Un senso di colpa di coloro che vedono l'Occidente colpevole di determinate situazioni e sfruttamenti, che hanno fatto sedimentare nella mentalità singola e collettiva la necessità di espiare questa colpa accettando indiscriminatamente l'altro. Un'accettazione che riguarda sia gli aspetti civili che religiosi". 
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