Il sindaco si arrende alla mafia: "Stato sordo e assenteista"

02 ottobre 2013 ore 11:54, intelligo
Il sindaco si arrende alla mafia: 'Stato sordo e assenteista'
di Andrea De Angelis Ci avevo provato, con costanza e tenacia, ma ha dovuto alzare bandiera bianca. Non è il primo e con ogni probabilità non sarà, purtroppo, l'ultimo. Siamo in a Benestare, provincia di Reggio Calabria. Un paesino di poco più di duemila anime, in una zona dove la malavita trova da sempre terreno fertile. Il primo cittadino ha lottato, fin dall'inizio del suo mandato, per riuscire ad amministrare il proprio comune basandosi sui principi di legalità ed uguaglianza. La prima a pagare, poco dopo le elezioni, fu la sorella alla quale bruciarono l'automobile. Lui, intransigente, proseguì con il suo stile fermo e deciso. A venire colpita fu allora la chiesa in estate l’auto del parroco di Benestare, don Elangui Rigobert,  è stata distrutta da un incendio doloso. Anche lui ha pagato per il suo impegno antimafia. La scorsa settimana ad essere bruciata è stato la macchina del sindaco, Rosario Rocca. L'ultimo anello è stato colpito, e questa volta l'esponente di Sel ha deciso di mollare, non senza però scrivere allo Stato, partendo proprio dalla prima carica, Giorgio Napolitano. Queste le parole usate da Rocca: "Lo stato di abbandono, di isolamento in cui versa il nostro territorio, dimenticato volutamente e tragicamente da uno Stato sordo e assenteista, non mi consente più di rappresentare dignitosamente la mia gente".    
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