Draghi ordina di rispettare il 3% ai Paesi. Ma la storia insegna che non si torna indietro

02 ottobre 2014 ore 15:16, Marta Moriconi
Draghi ordina di rispettare il 3% ai Paesi. Ma la storia insegna che non si torna indietro
"I paesi dell'area euro non dovrebbero vanificare i progressi già conseguiti, ma procedere in linea con le regole del Patto di stabilità e crescita. Ciò dovrebbe riflettersi nei documenti programmatici di bilancio per il 2015 che i governi si accingono a presentare, in cui daranno seguito alle rilevanti raccomandazioni specifiche per Paese". Il presidente della Bce, Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo che si è riunito a Napoli, ha serrato i ranghi per paura che gli eserciti (i Paesi) disertino ben presto. Perché al di là della dichiarazione di Renzi, per la prima volta contraddittoria e non alla sua altezza, sforare il 3% è il desiderio un po' di tutti e se l'aria mancherà vogliamo proprio vedere chi non userà la maschera d'ossigeno (a portata di mano) per principio e per onestà intellettuale.  Rimane un po' un tentativo disperato quello di Draghi che dice che "il patto dovrebbe rimanere l'ancora della fiducia nella solidità delle finanze pubbliche" e che "la flessibilità consentita nell'ambito delle regole dovrebbe permettere ai governi di far fronte agli oneri di bilancio connessi a grandi riforme strutturali, di sostenere la domanda e di realizzare una composizione delle politiche di bilancio più favorevole alla crescita". Quando cede un mattone della casa, la struttura inizia a crollare...
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]