Parla Luca Argentero sciupafemmine in “Fratelli Unici”: "Con Raoul Bova un'amicizia nata da sofferenze comuni"

02 ottobre 2014 ore 18:09, intelligo
Parla Luca Argentero sciupafemmine in “Fratelli Unici”: 'Con Raoul Bova un'amicizia nata da sofferenze comuni'
di Paola Medori IntelligoNews incontra Luca Argentero alla presentazione di “Fratelli Unici”, una commedia divertente del regista Alessio Maria Federici con Raoul Bova, Carolina Crescentini e Miriam Leone. Il film, da oggi nelle sale, racconta la storia di due fratelli, che prima si odiano e poi si riscoprono amici e confidenti. Due caratteri diversi e opposti, Pietro (Raoul Bova) è un medico molto cinico e Francesco (Luca Argentero) uno sciupafemmine che non crede nell’amore. Un incidente fa perdere, momentaneamente, la memoria a Pietro che ritorna bambino e Francesco costretto ad accudire l’ingenuo Pietro scoprirà un nuovo fratello. Un love comedy con le dinamiche della leggerezza dove si ride e ci si commuove. Nel film interpreta Francesco, una simpatica canaglia che non crede nell’amore. Come hai affrontato il tuo personaggio? “Francesco è un tipo senza punti di riferimento, regole e obiettivi, uno sciupafemmine senza scrupoli. E’ un cialtrone totale e fa sorridere solo perché si riscatta e tira fuori una forte vena romantica. Non mi capita spesso di interpretare un “farabutto” e l’ipotesi mi piaceva e incuriosiva. Forse i veri cattivi hanno bisogno di essere più tormentati di quanto non lo sia io nella vita e forse io non lo sono abbastanza per un personaggio che lo sia”. Come è stato lavorare con Raoul Bova?Non avevamo mai recitato insieme prima di questa occasione. Ci siamo visti una sera, insieme al regista, e abbiamo iniziato a raccontarci cose personali. Tutti e due stavamo attraversando un brutto periodo delle nostre vite. Il regista ci guardava e ascoltava in silenzio. Non si parlava del film e non leggevamo il copione. Alla fine sono stato molto felice di averlo conosciuto perché ho scoperto che c’è qualcuno che sta peggio di me". Che cosa è l’amore per Francesco? “E’ una leggerissima forma di flusso gastrico e nulla di più, come direbbe Francesco. La rieducazione sentimentale di Francesco passa attraverso Pietro che, all’inizio del film, è un bambino. E’ la semplicità dei suoi occhi che permette di riflettere sui grandi temi del film. Le domande più spiazzanti le fanno i bambini, che non hanno sovrastrutture, e che ti chiedono, semplicemente, la definizione dell’amore. Sono gli adulti ad essere in difficoltà nel rispondere”. Ha dei progetti cinematografici per il futuro dove possa emergere un lato dark?Non me li fanno fare. Il prossimo film è un’opera prima, una commedia sentimentale e poi girerò una commedia corale dove interpreto, di nuovo, un personaggio positivo. Infatti continuo a sperare in un Super Eroe per uscire dalla normalità della commedia e rimanere comunque un personaggio positivo. Mi serve il super eroe, con un super potere qualsiasi, non ho pretese”. Si sta dedicando anche alla produzione perché stanco di fare l’attore?La produzione è una pura passione personale nei confronti di questo mestiere anche se dovrebbe seguire delle logiche commerciali, che io non riesco a portare avanti. Non ce la faccio mai e ci rimetto.” E il Channel Network di Youtube “Megatu.be”? “E’ la mia visione del futuro. Non immagino una televisione che non sia connessa ad una rete a banda larga e come il cinema, potrà essere quello che vuoi, dove vuoi e quando vuoi. Tutti abbiamo ormai uno smartphone o un tablet e avremo anche lo “smart televisore”. Credo nella contemporaneità dello “sfruttamento” dei prodotti. Penso che i diversi soggetti che seguono un film su una piattaforma digitale, su internet, sulla pay tv, in sala o comprando un dvd, non si incrocino ma si compensino”.
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]