Manif, Savarese: “Il 17 ottobre scatta l’ora X anti-gender”

02 ottobre 2015, Andrea Barcariol
Manif, Savarese: “Il 17 ottobre scatta l’ora X anti-gender”
Intervistato da IntelligoNews Filippo Savarese, portavoce dell’associazione Manif Pour Tous Italia, annuncia una grande mobilitazione anti-gender che partirà da un evento culturale in programma a ottobre a Roma.

Il sindaco di Venezia Brugnaro contestato ieri da un imprenditore gay mentre parla di gender. Che clima si sta creando intorno a questo argomento?

«Con la manifestazione del 20 giugno in piazza San Giovanni a Roma è scoppiata una bomba, ci si è accorti che milioni di cittadini hanno un problema e una grande preoccupazione: cosa la scuola insegna quando parla di identità di genere. L’accusa e la denuncia delle famiglie è che si parli di identità di genere in termini ideologici, anti scientifici e dannosi per la psiche dei figli».

Anche ieri un importante quotidiano titolava: “Gender tra bufale e false credenze: così viene creato il pregiudizio”. Come replica a questa accusa?

«Continuano a ignorare quello che la gente denuncia e a mettere in bocca alle persone cose mai dette, sottraendosi dal fare una verifica effettiva dentro le scuole. Il ministero stesso ha deciso di aprire un tavolo proprio perché non può più ignorare le proteste dei genitori che sono tantissime. Noi parteciperemo a questo tavolo e porteremo un dossier con centinaia di casi».

Avete in mente iniziative particolari, oltre all’incontro che si terrà sabato 17 ottobre al teatro Adriano?


«Sì il 17 ottobre, a piazza Cavour, a partire dalle ore 9,30 faremo una grande convention di rilancio della nostra associazione che aggiornerà il suo nome. In quella occasione daremo notizia della più grande azione anti-gender che si sia mai sentita: mobiliteremo i genitori di tutta Italia verso le scuole e verso il ministero. Ripeto verso le scuole, non contro, non vogliamo fare guerre. Avremo ospiti illustri per discutere del gender e delle conseguenze che tutto ciò comporta sulla famiglia, sul matrimonio, sulla filiazione, sulle nuove generazioni e daremo il via a questa grande operazione anti-gender».


Oltre a denunciare questi episodi, materialmente le famiglie cosa possono fare?


«Purtroppo la riforma è stata approvata ed è un danno per le famiglie, l’obiettivo è cambiare la riforma. Comunque le famiglie in ogni singola scuola possono respingere gli effetti della legge mostrando ai docenti e ai dirigenti scolastici, spesso ignari, cosa veramente si nasconde dietro l’educazione cosiddetta di genere. Possiamo difendere questo nostro diritto all’interno di ogni singola scuola, visto che non siamo riusciti a difenderlo all’interno del Parlamento».


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