Non solo Esposito: tutti quelli a cui è scappata la bestemmia

02 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Non solo Esposito: tutti quelli a cui è scappata la bestemmia
L’assessore ai Trasporti del Comune di Roma Stefano Esposito bestemmia nell’aula del Campidoglio durante un acceso diverbio, poi si scusa, ammette di aver sbagliato ma si inalbera per le critiche che sono giunte al suo indirizzo, secondo lui esagerate: "Sono fatti che avvengono nel breve volgere di trenta secondi, può capitare. Però tutto questo moralismo mi piacerebbe vederlo su fatti che durano non trenta secondi ma dieci anni", attacca Esposito dai microfoni di 'Radio anch'io' su Radio1. 

"Sono stato aggredito da un signore che è un fascista. Comunque ho sbagliato io nella bestemmia e mi sono scusato". Certo, purtroppo ascoltare bestemmie ormai è diventata un’abitudine, ma finché la si ascolta da un comune cittadino è un conto, quando ad imprecare è invece un personaggio pubblico o un politico, la cosa senza dubbio crea scandalo. Perché la bestemmia comunque la si pensi è sinonimo di ignoranza e se si fa fatica ad accettarla dall’uomo della strada, figurarsi se la si può accettare da un rappresentante delle istituzioni o da un vip. 

Di precedenti ce ne sono a iosa. Il più noto è quello che ha riguardato l’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi il quale, senza accorgersi di essere ripreso, raccontò in pubblico una barzelletta contenente una bestemmia. Naturalmente l’indignazione fu enorme; primo perché si trattava del Premier in carica, secondo perché in quel momento Berlusconi era molto in sintonia con le gerarchie in virtù della sua politica in difesa dei temi etici. In soccorso dell’ex Cavaliere giunse un difensore d’ufficio inaspettato; non un politico cattolico, bensì un uomo di Chiesa, l’attuale presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione monsignor Rino Fisichella il quale affermò che, quella bestemmia, andava contestualizzata. 

Una presa di posizione che lasciò sconcertati molti, perché al di là della simpatia politica che Fisichella non ha mai nascosto nei confronti di Berlusconi e del centrodestra, era la prima volta che si parlava di “contestualizzazione” del peccato. Non si era ancora infatti in epoca bergogliana e non c’era dunque quell’alone di eccesiva misericordia e tolleranza che si respira oggi nei confronti dei peccatori. Il tutto mentre sia l’Osservatore Romano che Avvenire avevano duramente criticato l’ex Premier dando ovviamente fiato alle trombe indignate delle opposizioni, soprattutto l’ala cattolica del Pd. Non è andata così al noto conduttore televisivo Tiberio Timperi che si lasciò scappare una bestemmia durante una puntata di “Uno Mattina in Famiglia”. 

Per lui soltanto bastonature mediatiche e censure da parte della Rai. Nessun uomo di Chiesa scese in campo in sua difesa. Timperi chiese scusa, ma certamente la vicenda danneggiò notevolmente la sua immagine di rappresentante della televisione bene educata, la prima industria culturale del Paese, alias Mamma Rai. Tuttavia la televisione di Stato non era la prima volta che si trovava ad affrontare un caso simile. Contro Timperi furono annunciate sanzioni, ma un provvedimento ben più grave colpì Leopoldo Mastelloni nel 1984, dopo che anche lui si lasciò scappare una bestemmia durante una puntata di Blitz, noto programma della domenica pomeriggio, condotto sul secondo canale da Gianni Minà. 

Mastelloni, che anche in quel caso si scusò prontamente, fu allontanato per molti anni dalla Tv e dovette faticare parecchio per ricostruirsi un’immagine. Finì anche sotto processo ma ne uscì assolto. A Pomeriggio Cinque di Barbara d’Urso la bestemmia scappò ad un traduttore che aveva difficoltà a comprendere un ospite straniero fra l’imbarazzo evidente della conduttrice, mentre a La7 (ancora Telemontecarlo) uscì dalla bocca di una conduttrice del telegiornale mentre era in onda il servizio, ma con il microfono in studio ancora aperto. 

Di casi da elencare ce ne sarebbero tanti, ma certamente nessuno si aspetterebbe mai che a bestemmiare possa essere un prete. E’ accaduto a Don Aldo, parroco di un paese, il quale durante una processione, a causa di un inciampo si lasciò scappare un’imprecazione amplificata dal megafono. Finita su Youtube costò cara al sacerdote al punto che il vescovo arrivò a parlare di scomunica. Un vescovo evidentemente molto meno tollerante e misericordioso di monsignor Fisichella. Esposito dunque è in buona compagnia, ma non ne senta troppo fiero.
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