Malati di shopping? Ecco i sintomi

02 ottobre 2015, intelligo
Malati di shopping? Ecco i sintomi
“Dovrebbero includere lo shopping tra le attività ad alto rischio cardiovascolare. Il cuore non mi batte mai così forte come quando vedo un cartello di RIDOTTO DEL 50%”. Così scrive nel best seller “I love shopping” Sophie Kinsella. 

Ora c’è chi se non proprio alla lettera, forse ha preso spunto dalla sollecitazione della scrittrice e ha deciso di indagare cosa c’è dietro all’irrefrenabile tentazione dell’acquisto senza freni. C’è un disturbo psicologico e a dirlo è uno studio congiunto portato avanti dai ricercatori dell’Università di Bergen con l’ausilio dei colleghi della Stanford University, della UCLA e della Nottingham Trent University. Gli esiti dell’indagine sono stati pubblicati sulla rivista specializzata Frontiers in Psychology.

Il punto è presto detto: esiste una vera e propria “sindrome da shopping”. Ma vengono anche indicati i “sintomi” per scoprirla e correre ai ripari. Anzitutto il chiodo fisso sugli acquisti che occupa i pensieri quotidianamente; poi c’è la motivazione “terapeutica” con la quale si giustifica la corsa all’acquisto, magari per compensare una delusione amorosa o una giornata di lavoro troppo pesante. Tra quelli che gli studiosi individuano come sintomi c’è anche la serietà delle ripercussioni negative che quest’ossessione possiede sulla routine quotidiana, come la scuola e il lavoro. C’è poi la tendenza a comprare sempre di più per riuscire ad avere lo stesso livello di soddisfazione: insomma come spostare l’asticella sempre più avanti. Infine, il fatto di sentirsi male al pensiero di dover saltare momenti della giornata dedicati allo shopping per qualsiasi motivo o imprevisto.

Gli studiosi dicono anche che basta scoprire di avere solo alcuni di questi sintomi per ritenersi “malati di shopping”. Ma qual è l’identikit? Il profilo tracciato dai ricercatori è quello di una persona, tendenzialmente donna, “folgorata” dal disturbo psicologico da adolescente, poi “esploso” in età adulta. Poi con l’avanzare degli anni, il trend comincia a invertire la rotta. Categorie a rischio? Per i ricercatori sono le persone ansiose, quelle che non temono di essere accolte e per questo si rifugiano quasi compulsivamente nell’acquisto. Invece, per le persone con un carattere estroverso, lo shopping sarebbe un modo per affermare e consolidare il proprio status simbol. 

LuBi

autore / intelligo
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