"L'immigrazione? Attacca la nostra identità sacra". La denuncia in un nuovo libro

02 ottobre 2016 ore 9:51, Marta Moriconi
Che c'entra l'immigrazione con la questione del sacro? In genere chi accomuna i due termini si limita a porre il problema della convivenza con la religione musulmana cui fanno riferimento molti dei migranti. Ma forse c'è un modo ulteriore di porre la questione. È quello che ha fatto il giornalista e scrittore Adriano Scianca nel suo ultimo libro, L'identità sacra (Aga 2016, 18 €). Il sacro cui fa riferimento il titolo ha quindi a che fare con un ordine identitario che l'immigrazione andrebbe a sconvolgere. Secondo l'autore, ogni civiltà ha saputo pensare il proprio radicamento su una terra e la difesa dei propri confini come qualcosa che non fosse solo “normale amministrazione”, ma avesse appunto a che fare con una dimensione spirituale. L'immigrazione di massa e incontrollata romperebbe questa sfera sacra. 

'L'immigrazione? Attacca la nostra identità sacra'. La denuncia in un nuovo libro
Scianca non denuncia il fenomeno degli sbarchi dal punto di vista sociale o da quello dell'ordine pubblico, ritenendo che tali questioni siano in qualche modo secondarie. La chiave è piuttosto quella proposta negli ultimi anni dallo scrittore francese Renaud Camus, che parla di Grand Remplacement, ovvero della Grande Sostituzione. L'immigrazione, insomma, sarebbe un fenomeno volto al cambiamento di popolo, allo stravolgimento della demografia e della popolazione europea. Complottismo? Forse. Eppure sempre più spesso leggiamo articoli compiaciuti che ci parlano di paesini italiani che erano quasi spopolati e invece “rivivono” grazie all'arrivo in massa di immigrati. E mentre le frontiere vengono spalancate, da noi si fa di tutto per liberarsi degli italiani: si mitizza chi fugge all'estero in cerca di lavoro, si criminalizzano le campagne che vogliono incrementare la natalità, si ricorre all'aborto e si creano locali in cui non si accettano bambini. Se mettiamo insieme le due cose, si capisce bene come la sostituzione degli italiani con altri popoli, alla lunga, sarà una fatalità inevitabile per Scianca.

L'autore, tuttavia, ritiene che questo sconvolga i presupposti simbolici e culturali della nostra identità. C'è forse qualche eccesso nel relegare il cristianesimo nello schieramento dei complici della Grande Sostituzione, anziché in quello dei difensori della “identità sacra”, ma purtroppo qualche esponente della Chiesa moderna offre il fianco a tale accusa. Ma l'attacco alle identità mette in questione tutte le visioni del sacro, che contro questa minaccia devono rispondere unitamente, contro un nemico che è comune. Una tesi. Ma che sta prendendo piede in Europa.
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