I sermoni di Renzi sull’Europa nascondono una dichiarazione di resa. Ecco perchè

02 settembre 2014, intelligo
I sermoni di Renzi sull’Europa nascondono una dichiarazione di resa. Ecco perchè
di Gianfranco Librandi
E’ credibile, e soprattutto sopportabile, doversi sorbire i sermoni del nostro presidente del Consiglio che non perde occasione per accusare l’Europa di non avere politiche di sviluppo e crescita?Buttare la croce” alla perpetua ricerca del capro espiatorio, in perfetto stile “più si spara grossa e più è credibile”, è la dichiarazione di resa oltre che un atteggiamento infantile assolutamente avulso dal ruolo non democraticamente ricoperto da Matteo Renzi. Facciamo un paio di riflessioni; le politiche “recessive” dell’UE (a detta di Renzi) sono talmente “recessive” che la Germania cresce senza soluzione di continuità da anni. Solo da gennaio a marzo di quest’anno la Germania ha “incassato” un incremento del PIL sorprendente, mentre l’Italia non riesce a uscire dalle sabbie mobili della recessione. Germania e Italia muovono nella stessa area, non si capisce perché negli stessi spazi temporali per la Germania le politiche Europee non sono recessive mentre per l’Italia lo sono più che per chiunque altro! Non scendiamo nell’analisi specifica dell’economia tedesca, anche in territorio tedesco andando a scoprire vaste aree economiche troveremo criticità mimetizzate, tuttavia l’economia tedesca nella macro riesce a far lavorare le proprie aziende a pieno organico, ha un tasso di disoccupazione ai minimi e Francoforte corre sui propri massimi. I recenti dati negativi dell’economia tedesca non sono imputabili alle politiche recessive dell’Europa, piuttosto alla crisi Ucraina. Le sanzioni alla Russia hanno colpito le esportazioni tedesche, questo è aggravato anche dal fatto che la crisi sul fronte Ucraino è in parabola crescente, ovviamente l’economia in generale si nutre di stabilità, e l’instabilità attuale non aiuta un Paese che ha interessi con uno degli attori della questione ucraina. Un altro elemento critico che ha evidenziato la flessione dei dati economici teutonici è da imputare a questioni climatiche. Il settore edile che gode di condizioni meteo favorevoli ha dovuto interrompere le attività causa del peggioramento delle condizioni climatiche. Anche in questo caso le politiche recessive dell’UE non hanno alcuna responsabilità. In ultimo non possiamo ignorare il peso della crisi di Italia, Grecia, Spagna, Portogallo e Francia (quest’ultima sarà la vera zavorra per l’eurozona per tutto l’inverno a venire) che pesa sempre più sulla velocità della locomotiva teutonica in Europa. In conclusione, senza ignorare le responsabilità che “meccanicamente” attraverso la Germania innescano processi recessivi nell’UE, l’Italia che ha “liberamente” scelto di aderire al progetto UE, subisce politiche cosiddette recessive sottoscritte scientemente anche dall’italica triade “Prodi-Amato-Ciampi”, qualcuno dovrebbe ricordarlo al nostro presidente del Consiglio! Dunque, Matteo Renzi cambia l’incipit di ogni dichiarazione propinando agli italiani il ritornello del “le cose vanno male per colpa dell’Europa”, e purtroppo in Italia malata di memoria corta, pare questa soluzione sia efficace, e allora sarebbe utile recuperare il frame del discorso di insediamento di Matteo Renzi al semestre italiano, dove usando la stessa “tiritera” alla platea di Boiardi europei ha ricevuto un sontuoso “dar colpa agli altri per le proprie incapacità non è il miglior modo per presentarsi”. Agli italiani dice che la colpa di tutto è dell’Europa, di fronte ai burocrati europei invece, rassicura di stare sereni che eseguirà pedissequamente gli ordini impartiti dalla Troika. Quindi il gioco di responsabilizzare l’Europa è solo una presa in giro agli italiani! Intanto, dalle fila del partito di Renzi, un più competente Fassina invoca lo sforamento della barriera del 3% e per diversi anni. La frattura nel PD è sempre più ampia, e non si capisce Renzi di chi sarebbe il segretario nazionale, forse ancor meno di quanto lo sia presidente del Consiglio. Lo sforamento del 3%, non ci stancheremo mai di dirlo, non è sufficiente a risolvere la situazione economica del nostro Paese, ma almeno una mozione di merito nei confronti di Fassina (si apprezza la franchezza e solo quella) non possiamo ignorarla. Con le dichiarazioni subdole e gli atteggiamenti “scivolosi” si scende sempre più in basso, il nemico è in casa e siamo sempre più lontani dall’Europa Nazione e sempre più impantanati nello smisurato disordine di un’UE che somiglia più a una società per azioni creata per costruire il più grande fallimento pilotato della Storia.
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