YouTube si paga adesso: al via 2 servizi "anti-Spotify e Netflix"

02 settembre 2015, Micaela Del Monte
YouTube si paga adesso: al via 2 servizi 'anti-Spotify e Netflix'
Inizia la guerra di YouTube a Spotify e Netflix, così la piattaforma per la condivisione di video più famosa del mondo ha deciso di proporre due servizi a pagamento: uno per la musica e uno per i film.

Il primo sarebbe appunto quello di Music Key che si dedica agli appassionati di musica andando a eliminare le interruzioni pubblicitarie per poter ascoltare (e vedere!) brani in streaming dietro sottoscrizione di un abbonamento mensile (9,99 dollari al mese) in stile, appunto, Spotify e Apple Music. Il secondo invece cerca di controbattere appunto a Netflix e promette l’accesso a produzioni video premium. Potrebbero in questo caso essere messi a disposizione video esclusivi non presenti nella modalità free con pubblicità e serie TV oltre che collezioni che non si trovano presso nessun’altro contenitore. Anche in questo caso il prezzo dovrebbe essere molto ridotto e contenuto. 

Per chi non volesse sborsare neanche un centesimo, ci saranno i video offerti gratuitamente: si tratterà delle produzioni amatoriali, i video caricati dagli utenti "normali", ossia quelli che hanno fatto la fortuna di YouTube sin da subito; inoltre dovrebbero restare i contenuti professionali, che fungeranno anche da richiamo verso le offerte a pagamento, accessibili però soltanto dopo essersi sorbiti la giusta dose di pubblicità.

La notizia circolava ormai da diversi mesi ed è tornata in auge nelle ultime ore grazie a The Verge: "In questo modo - ha fatto notare The Verge - il sito sarebbe un mix di contenuti gratis, supportati da annunci e anche a pagamento. Dare agli utenti più opzioni per fruire dei contenuti e ai creatori più opportunità di fare ricavi è tra le priorità di YouTube": questa la filosofia della compagnia ribadita qualche tempo fa da un portavoce al sito americano Mashable. La piattaforma di condivisione video ha esigenza di monetizzare la sua popolarità. 

Secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal qualche mese fa, YouTube non genera infatti molti ricavi: nel 2014 sono stati 4 miliardi di dollari grazie ad una maggiore raccolta pubblicitaria. Ma, tolte le spese per i contenuti e l'infrastruttura tecnologica, la società sarebbe più o meno in pareggio.
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