Favola del Niguarda contro i funghi velenosi: i consigli degli esperti

02 settembre 2015, Marta Moriconi
Favola del Niguarda contro i funghi velenosi: i consigli degli esperti
C'era una volta il fungo buono... e una "principessa, un giullare e un guardaboschi".

Perché questi prodotti della terra non sono sempre buoni da mangiare e gli esperti del Centro Antiveleni dell’Ospedale Niguarda di Milano hanno deciso di raccontarlo, come in una favola, ai bambini.

Così i giovani visitatori di Expo, nell’ambito degli incontri di Vivaio Scuole promossi dal Ministero della Salute, hanno imparato qualcosa di nuovo e di utile.

Francesca Assisi e Franca Davanzo sono le "voci in scena", queste due dottoresse hanno spiegato è "fondamentale conoscere bene i funghi per poterne apprezzare la bellezza ed evitare di mangiarne di pericolosi e velenosi”. 

Così il Centro Antiveleni attraverso i personaggi e una principessa raccoglitrice "molto ingenua, che si fida troppo dei consigli di presunti esperti, rischiando di consumare funghi mortali”, ha contribuito a informare e quindi a insegnare la prevenzione ai più giovani.

E non va ascoltato, ragazzi, il giullare "cattivo": “E' un personaggio molto pericoloso, perché superficiale: crede di sapere tutto sui funghi ma in realtà non è esperto per niente”. Piuttosto quello da seguire è il guardaboschi "il micologo, vero esperto di funghi, che controlla la loro commestibilità e consiglia come prepararli correttamente”. 

Così viene raccontata come in una storia fantastica l'Ispettore Micologo, quello vero che lavora nelle Asl,e che controlla tutti i funghi raccolti dagli appassionati. Un consiglio per tutti: cuoceteli e non raccoglieteli in aree sospette d’inquinamento.

Quanto ai bambini: meglio evitare, come le donne in gravidanza.

I funghi freschi nel supermercato poi devono essere "garantiti": “Prima dell’acquisto bisogna verificare sempre che la cassetta o l’involucro abbiano un’etichetta che attesti il controllo micologico dell’Asl; e nel caso non ci sia, si consiglia di non acquistare il prodotto e di segnalare il fatto agli organi preposti al controllo degli alimenti”.

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