Cuore e cervello soffrono il freddo assassino: contano le temperature

02 settembre 2015, Americo Mascarucci
Cuore e cervello soffrono il freddo assassino: contano le temperature
 Più fa freddo e maggiore è il rischio di un attacco cardiaco. Il freddo insomma può essere davvero micidiale. 

A Londra si sta svolgendo il congresso annuale dell’European Society of Cardiology (Esc) dove è approdata una ricerca condotta dalla dottoressa Shuangbo Liu dell’University of Manitoba a Winnipeg, in Canada. In base agli studi e ai dati forniti dalla ricercatrice è molto alto il rischio di attacco cardiaco quando la temperatura scende sotto zero. «Abbiamo studiato gli effetti della temperatura sul rischio di attacchi cardiaci a Winnipeg, una delle più grandi città con i suoi 700 mila abitanti e anche una delle più fredde”. La ricerca ha evidenziato l’esistenza di una stretta relazione fra la temperatura giornaliera e il rischio infarto, con un aumento delle probabilità in caso di freddo intenso, mentre non ci sarebbero rischi in caso di neve. 

La temperatura infatti aumenterebbe il rischio di Stemi, ossia una particolare forma di infarto caratterizzata da anomalie riscontrabili con un attento elettrocardiogramma. Insomma in base alla colonnina di mercurio potrebbe anche diventare più semplice prevedere il rischio di attacco cardiaco sui soggetti più a rischio e magari intervenire in tempo per scongiurare il peggio. 

Si tratta ovviamente di ipotesi che dovranno essere approfondite in ambito scientifico, anche se è un dato di fatto che, con il cambio di temperature, in un senso o nell’altro, aumentino anche i rischi per la salute delle persone. Ma non solo, un altro lavoro ha individuato sempre nelle basse temperature un concreto rischio per il manifestarsi di ictus ischemici, come ha sostenuto Tze-Fan Chao, cardiologo del Taipei Veterans General Hospital e della National Yang-Ming University di Taiwan. Un abbassamento delle temperature, ancora di più se brusco ed improvviso, potrebbe infatti favorire una maggiore coagulabilità sanguigna. Insomma occhio alle basse temperature e se si è soggetti al rischio infarto, è sempre preferibile ricorrere ad un cardiologo facendosi controllare la situazione costantemente e soprattutto chiedendo consigli su come difendersi adeguatamente.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]