Pil: la crescita di Renzi? È solo l'euforia da primo giorno di scuola

02 settembre 2015, Luca Lippi
Pil: la crescita di Renzi? È solo l'euforia da primo giorno di scuola
“Gli ultimi dati che arrivano anche sulla crescita dimostrano una cosa molto semplice: non siamo ancora la maglia rosa, non siamo quelli che crescono più di tutti ma siamo tornati nel gruppo”: questo quanto dichiarato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi ieri, e non possiamo sottrarci al nostro dovere di cronaca a beneficio di chi vuole vedere con i numeri la crescita di cui parla il premier.

Stime preliminari Eurostat per il secondo trimestre 2015: il Pil è in crescita di +0,3% tra i Paesi dell'Eurozona e +0,4% tra i Paesi facenti parte dell'Unione a 28 rispetto al trimestre precedente. Se confrontato con lo stesso trimestre del 2014, il Pil è in aumento rispettivamente di +1,2% e 1,6%.

Sempre secondo Eurostat, l'Italia riporta una crescita di +0,2% rispetto allo scorso trimestre e +0,5% rispetto allo scorso anno. 

L'Istat ha invece aggiornato proprio ieri le stime per l'Italia e i nuovi dati sono al rialzo (+0,3% e +0,7%) se confrontate con le stime Eurostat. Precediamo i puristi della statistica e anticipiamo la non correttezza in termini assoluti di un confronto tra il dato italiano dell'1 settembre con quello degli altri Paesi europei relativi alla metà di agosto. Però…

Per quanto riguarda la differenza con lo scorso trimestre, si evince che l'Italia (+0,3) risulta esattamente nella media dell'Eurozona (+0,3) e sotto quella dell'EU28 (+0,4) mentre è sotto la media se si fa il confronto con il medesimo periodo dello scorso anno (Italia +0,7 Vs Eurozona +1,2 e EU28 +1,6). Siamo anche al di sotto della mediana per entrambe le variabili (+0,45 e +1,75 rispettivamente rispetto allo scorso trimestre e al 2014). 

In conclusione, prendendo il dato più favorevole (quello dell’Istat) al primo trimestre 2015 siamo nella media dell'Eurozona, ma abbiamo 16 Paesi (sui 22 riportati da Eurostat) sopra di noi.

Oltretutto siamo ancora al di sotto della media rispetto all'Europa in generale (a questo si riferisce la frase di Renzi). nella realtà siamo ancora più indietro comparando i dati con il 2014, dove l'Eurozona e EU28 crescono ben oltre l'1% e l'Italia mostra un +0,7, con 19 Paesi (sui 22 riportati da Eurostat) che mostrano una crescita maggiore.

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autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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