Raggi, caos dimissioni: nei 5S guerra di nervi e potere: i retroscena

02 settembre 2016 ore 10:05, Americo Mascarucci
Crisi nella giunta capitolina…e siamo appena a due mesi dal voto.
Virginia Raggi a poche settimane dall'elezione a sindaco è già in difficoltà e la maggioranza pentastellata rischia di andare in frantumi. 
E davanti teoricamente ci dovrebbero essere cinque anni di amministrazione. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, anzi dall'alba, c’è davvero poco da stare allegri. 
Si sono infatti già dimessi il nuovo capo di gabinetto Carla Romana Raineri (che la Raggi aveva in ogni caso revocato) e l’assessore al Bilancio Marcello Minenna considerato molto vicino alla Raineri. 
A queste si sono aggiunte le dimissioni dei vertici delle municipalizzate: per primi hanno lasciato i vertici dell'Atac (la municipalizzata dei trasporti) - l'amministratore unico Armando Brandolese e il direttore generale Marco Rettighieri - dopo giorni di polemiche col Campidoglio, tacciato di "ingerenze e intromissioni". 
Poi sono arrivate quelle di Alessandro Solidoro, amministratore unico di Ama, arrivato da meno di un mese alla guida dell'azienda dei rifiuti e fedelissimo di Minenna, che "ha ritenuto venute meno le condizioni per l'incarico affidatogli".
Luigi Di Maio, vice Presidente della Camera, blinda Raggi: "Oggi (ieri, n.d.r.) a Roma abbiamo avuto le dimissioni del Capo di Gabinetto, di un assessore, dei vertici Atac e Ama. Tutti parlano di caos e bufera su Roma, parlano di fallimento, dicono che Virginia Raggi se ne dovrebbe andare. Io dico soltanto una cosa: questo è solo l'inizio, chi pensa che governare Roma sia una cosa semplice ha sbagliato totalmente linea di pensiero. Governare Roma è un atto di coraggio che ci siamo assunti dopo che tutti gli altri partiti l'hanno distrutta. Ora nominiamo il nuovo assessore, il nuovo capo Gabinetto, nomineremo i nuovi vertici delle aziende e andiamo avanti. Noi a Roma vogliamo cambiare tutto, l'abbiamo promesso e lo faremo. Noi ci siamo fatti nemici in tutta la città, dall'acqua alle Olimpiadi. Mettetevelo in testa".

Raggi, caos dimissioni: nei 5S guerra di nervi e potere: i retroscena
Però la giunta trema e che dentro i 5Stelle vi siano forti divisioni non è un mistero: divisioni che erano già emerse prima delle elezioni con lo scontro fra la Raggi, sostenuta dal duo Di Maio- Di Battista, e De Vito sostenuto invece dalle parlamentari romane, Ruocco, Taverna e Lombardi. 
Tensioni proseguite con la nomina della nuova giunta. 
Il reale motivo dell'addio, sancito dalla revoca dell'incarico al magistrato Ranieri da parte della stessa Raggi, sarebbe nei pareri discordanti dell'Anac sulla regolarità o meno della nomina a Capo di Gabinetto che, secondo le opposizioni, avrebbe dovuto essere assegnato con un bando di concorso e non a chiamata diretta. E per questo motivo, all'insegna della "trasparenza", il Sindaco aveva deciso di chiedere un parere all'Anac, l'Autorità Nazionale Anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone, e che riguardava tutte le nomine fatte finora dalla Giunta. 
Ma è chiaro come ormai fra i 5Stelle esistano due correnti contrapposte: i fedelissimi della Raggi e gli avversari interni. 
A guidare gli oppositori ci sarebbero le parlamentari Carla Ruocco, Paola Taverna, Roberta Lombardi che hanno difeso la Raineri e hanno cercato invano di convincere la Raggi a non revocarle l'incarico. La Ruocco poi sarebbe stata anche il principale sponsor di Minenna.
La Raineri sarebbe stata allontanata proprio perché considerata troppo vicina al direttorio capitolino che la Raggi e i suoi fedelissimi avrebbero emarginato.
Ora proprio le tre sono sul piede di guerra dopo essersi viste viste escluse dalle decisioni ma potrebbero rientrare in gioco grazie ai consiglieri comunali. 
La maggioranza di questi infatti non avrebbe affatto approvato le ultime scelte della sindachessa e soprattutto lo strapotere che avrebbe assunto in Campidoglio il vicesindaco Daniele Frongia considerato una sorta di "sindaco ombra", così come il vicecapo di gabinetto Raffaele Marra, da tempo ai ferri corti con la Raineri. Proprio i due, Marra e Frongia,  avrebbero spinto la Raggi a "cacciare" il capo di gabinetto dopo aver fatto intervenire l'Anac, certi che l'Autorità avrebbe dato loro ragione, avrebbe cioè giudicato illegittima quella nomina. E poi c’è Casaleggio Junior sullo sfondo ad essere in forte contrasto con la Raggi e fortemente critico con i suoi primi atti politici.
Ora se vorrà rimettere insieme i cocci della sua maggioranza, la Raggi dovrà scendere a patti con gli avversari interni? 

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