Manifatturiero, giù Italia e Francia: tiene la Germania e vola la Gran Bretagna

02 settembre 2016 ore 13:34, Luca Lippi
Prosegue la girandola dei dati per il mese di agosto. È la volta dell’indice  Markit che misura l’attività manifatturiera basato sui direttori degli acquisti delle aziende.
L’Italia ha registrato 49,8, al di sotto della soglia 50, spartiacque tra espansione e contrazione. Il livello indica un lieve deterioramento delle condizioni economiche generali ed è in calo per la prima volta da gennaio 2015, toccando il minimo generale degli ultimi 20 mesi.
Invero è l’intera Eurozona ad avere rallentato il passo, a 51,7 dal 52 di luglio, il valore più basso in tre mesi e in ulteriore discesa rispetto al record sull’intero anno in corso dallo scorso giugno.
Gli economisti di Markit dicono: “ la crescita del settore manifatturiero dell’Eurozona ha perso slancio e i tassi d’espansione sono rallentati per la produzione, i nuovi ordini e le esportazioni, provocando un indebolimento della creazione dei posti di lavoro”.

Manifatturiero, giù Italia e Francia: tiene la Germania e vola la Gran Bretagna

In Spagna l’indice è rimasto invariato rispetto a luglio, a 51, il minimo da 31 mesi, con un incremento solo marginale delle condizioni di business. 
L’indicatore dell’occupazione ha mostrato una netta caduta ad agosto, a 50,3 da 53,4 di luglio.
Preoccupa l’attività in Francia dove il 48,3 dell’indice conferma il rallentamento in atto già da mesi toccando un nuovo minimo rispetto al 48,6 di luglio. Tra le cause dello stop francese c’è la domanda debole che ha influito sui nuovi ordini. 
Jack Kennedy, economista di Markit riguardo la francia dece. “Nonostante la produzione si sia stabilizzata  sembra molto probabile una pausa, dato il clima di fragilità della domanda”. Il clima generale in Francia si è deteriorato per via di una caduta dell’occupazione, più veloce del previsto.
Continua invece la ripresa tedesca, iniziata nel dicembre 2014. Anche se ad agosto l’indice Pmi destagionalizzato è leggermente sceso (53,6 rispetto a luglio che era 53,8), è rimasto al di sopra della media (51,9) e segnalato un miglioramento solido delle condizioni di attività in Germania.
L’occupazione nel settore manifatturiero è cresciuto per il quinto mese consecutivo poiché le imprese si preparano alla nuova domanda. 
Secondo Oliver Kolodseike di Markit:  “per quanto il Pmi sia sceso lievemente rispetto a luglio, i risultati evidenziano che il settore della produzione in Germania rimane in ottima forma perché produzione e nuovi ordini sono risultati ai livelli più elevati da due anni e la domanda estera è salita molto”.
La Gran Bretagna invece ad Agosto ha visto un solido rimbalzo dell’indice manifatturiero, trainato da produzione e nuovi ordini in arrivo. 
Le società intervistate hanno riferito di flussi importanti di nuovo lavoro sia domestico che dall’estero. A favorire la ripresa di agosto (indice a 53,3) dopo il rumoroso tonfo di luglio (48,3, il minimo da 41 mesi) seguito al referendum inglese, è stata soprattutto la debolezza della sterlina che ha aiutato le esportazioni. L’occupazione è aumentata per la prima volta da un anno a questa parte.
Ad Agosto inoltre sono diminuiti i prezzi medi di vendita per il dodicesimo mese consecutivo. Ciò è un riflesso soprattutto delle forti pressioni da parte della concorrenza unite a una debole inflazione dei costi. Solo la Spagna e l’Irlanda hanno riportato prezzi di vendita in aumento in quest’ultima indagine.

autore / Luca Lippi
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