Sia: da oggi parte la lotta alla povertà: modalità, requisiti e importi

02 settembre 2016 ore 15:34, Luca Lippi
Da oggi, 2 settembre 2016, i cittadini in possesso dei requisiti previsti dal provvedimento possono presentare la richiesta per il Sia (Sostegno per l'inclusione Attiva) al proprio Comune di residenza. 
L’obiettivo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è aiutare a superare la condizione di povertà ed a riconquistare gradualmente l'autonomia. 
La misura prevede l'erogazione di un beneficio economico alle famiglie in condizioni disagiate. 
Si tratta di una misura per far emergere la povertà reale delle famiglie e finalizzata a creare percorsi di inserimento nel mondo del lavoro. 
La richiesta del beneficio deve essere presentata da un componente del nucleo familiare al Comune di appartenenza mediante la compilazione di un modulo (predisposto dall'Inps) con il quale, oltre a richiedere il beneficio, si dichiara il possesso di alcuni requisiti necessari per l'accesso al programma. 
Poiché nella valutazione della domanda si tiene conto delle informazioni già espresse nella Dichiarazione Sostitutiva Unica utilizzata ai fini Isee, è importante che il richiedente sia già in possesso di un'attestazione dell' Isee in corso di validità al momento in cui fa la domanda per il Sia. 

Sia: da oggi parte la lotta alla povertà: modalità, requisiti e importi

Possono presentare l'istanza: 
-i cittadini italiani o comunitari o loro familiari titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo; 
-coloro che sono residenti in Italia da almeno 2 anni; 
-i nuclei familiari con la presenza di almeno un componente minorenne o di un figlio disabile, ovvero di una donna in stato di gravidanza accertata (nel caso sia l'unico requisito familiare posseduto, la domanda può essere presentata non prima di quattro mesi dalla data presunta del parto e deve essere corredata da documentazione medica rilasciata da una struttura pubblica); 
-coloro che possiedono un ISEE inferiore o uguale a 3mila euro e non beneficiano di altri trattamenti economici rilevanti superiori ad euro 600 mensili. 
Non può accedere al Sia:
-chi è già beneficiario della Naspi, dell' Asdi o di altri strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati;
-chi possiede beni durevoli di valore. 
Per godere del beneficio, il nucleo familiare del richiedente dovrà aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa sostenuto da una rete integrata di interventi individuati dai servizi sociali dei Comuni (coordinati a livello di Ambiti territoriali), in rete con gli altri servizi del territorio (i centri per l'impiego, i servizi sanitari, le scuole) e con i soggetti del terzo settore, le parti sociali.
Il beneficio può variare dagli 80 ai 400 euro mensili, concessi bimestralmente per un anno attraverso una carta di pagamento elettronica. L’erogazione viene attivata dal bimestre successivo a quello di presentazione della domanda.
 
Sempre a partire da oggi, i Comuni hanno la possibilità di presentare le proposte per finanziare interventi di rafforzamento della rete dei servizi per la presa in carico e l’attivazione dei nuclei beneficiari del Sia
Le proposte progettuali dovranno essere riconducibili allo svolgimento di funzioni quali:
-servizi di segretariato sociale,
-servizio sociale professionale per la valutazione multidimensionale dei bisogni del nucleo familiare e la presa in carico,
-interventi per l'inclusione attiva,
-promozione di accordi di collaborazione con le amministrazioni competenti sul territorio in materia di servizi per l'impiego, tutela della salute e istruzione, nonché con soggetti privati attivi nell'ambito degli interventi di contrasto alla povertà ed enti non profit.

autore / Luca Lippi
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